Lo stato dell’arte (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 29 aprile 2020)

Sorprende, ma fino ad un certo punto, il discorso di Lucia Borgonzoni di oggi in Senato. Posto che, a mio modesto parere, sarebbe dovuta restare all’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna a guidare l’opposizione e a far crescere la classe dirigente del suo partito nella sua regione; mi è finalmente chiaro perché Salvini ha insistito perché restasse al Senato, come referente per i beni culturali: perché è competente in materia.

E quello che sorprende, è che un discorso del genere, sulla cultura, ma soprattutto sulla cultura come lavoro e non come passatempo per borghesi sinistri e annoiati, non l’ho mai sentito fare nemmeno quando, da studente militante a sinistra, ogni qual volta che c’era un taglio alla cultura ci si stracciava le vesti? E sapete perché? Perché quando a sinistra si parla di cultura, si parla di quella funzionale ai suoi bisogni, i concerti da feste dell’Unità, i film da festival del cinema indipendente o sedicente tale, la musica impegnata, la satira ma solo da una parte, i fumetti militanti, i quadri che raffigurino sempre e comunque il quarto stato.

Oggi la Borgonzoni, che magari non lascerà un segno nella storia, in un discorso di poco più di sei minuti, ha comuque snocciolato il tema riguardante i fondi alla cultura, dimenticata da tutti, e di cui non sentirete parlare al concerto del I maggio. E lo ha fatto da destra, la tanto odiata destra che a sentire gli intellò, è piena solo di ignoranti e che fino ad oggi ha avuto Sgarbi come portavoce della cultura ma, bontà sua, trincerato dietro al suo carattere istrionico e selvaggio. Quella destra tanto bistrattata quando Tremonti diceva che con la cultura non si mangia, quella destra per la quale non è ammessa intelligenza, perché kome dikono i kompagni la kultura è di sinistra!

Ecco compagni, vi siete lasciati portar via un altro tema, dopo il pane vi hanno fottuto le rose! E ben vi sta, a cullarvi nella vostra autoreferenzialità. La cultura è un lavoro, la cultura dà lavoro, con la cultura si mangia, e non solo se si ha la tessera di partito. Ma non imparerete questa lezione, fino a quando penserete di avere ancora a disposizione l’egemonia culturale di questo paese. L’intervento della Borgonzoni, dimostra che anche questa sta scricchiolando pericolosamente.

Con la cultura si mangia…

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