Riflessioni a caldo

www.instagram.com/tv/Ci-C3YXqIzs/

Ritorna la rassegna ad alta quota con una piccola riflessione sulle elezioni del #25settembre…

Come nel 2017, l’ondata Le Pen destinata a infrangersi contro le roccaforti di Macron

In attesa dei risultati elettorali, che saranno noti stasera, vi invito a leggere questo articolo di Loredana Biffo, e pubblicato da Atlantico Quotidiano e sul sito dell’autrice Caratteri Liberi

Di Loredana Biffo –

Nonostante le aspettative – o timori – a seconda dell’entourage politico culturale piuttosto variegato della Francia, nonostante le elezioni d’oltralpe siano considerate da molti come un possibile cambiamento in un’Europa sempre più percepita come potere centralista, è molto probabile che nemmeno questa volta ci sarà una vittoria di Marine Le Pen, o della cosiddetta “Francia profonda”.

I dati del voto francese al primo turno, parlano abbastanza chiaro su quello che è il milieu della Grandeur, piuttosto sfaccettato, ma sostanzialmente macronista . Interessanti e a favore di questa tesi, sono i dati di voto a Parigi, che come è noto ha, anche nelle precedenti elezioni, spostato l’asse destro delle province e in ultimo assestato la vittoria a candidati più aderenti alla gauche. 

I candidati più rilevanti e sotto i riflettori sono Emmanuel Macron, Marine Le Pen, Jean-Luc Melanchon e Eric Zemmour. I dati del voto nei rispettivi arrondissements parigini, danno un Macron che è in ascesa rispetto alle precedenti presidenziali del 2017, con valori fino al 48,47% nel 7°; 47,62% nel 6° (che sono, in particolare il 15° zone di fascia sociale alta), e su questa linea tutti gli altri quartieri, con un’interessante stacco superiore di Melanchon che prende il 38,45% contro il 31,47 di Macron nel 10°; 36,26% contro 32,84 nell’11°; sempre Melanchon con il 41,70 contro il 29,03 di Macron nel 18°; 46,51 contro 28,37 nel 19°; fino al 47,17 di Melanchon e 23,71 di Macron nel 20°. Consideriamo che questi ultimi, sono quartieri in cui la presenza di islamici è molto alta e sommata alle banlieu è in grado di spostare l’asse del voto sia verso il candidato dell’estrema sinistra Melanchon, che verso Macron il cosiddetto “europeista” che proprio per questo ha favorito tutta una serie di politiche a favore dell’alto numero di immigrati o di “francesi islamici” di seconda e terza generazione. 

Per quel che concerne Marine Le Pen (vista come l’estrema destra sovranista) i dati sono nettamente più sfavorevoli rispetto ai candidati di cui abbiamo visto, vanno dal 13% del 1° arrondissement al 5,56 del 20°; perfino più modesti rispetto a Eric Zemmur (intellettuale ebreo con origini algerine), che va dal 7,01% nel 1°, ad un picco di 17,48 nel 16° (dove Le Pen per esempio ha solo il 5,80%). 

Quindi  sebbene la Le Pen mostra una certa sicurezza, i sondaggi l’abbiano data in crescita, grazie anche ad un’impasse più “moderato” rispetto al 2017 nelle precedenti elezioni, rimane probabilmente un personaggio scomodo, per il suo passato politico-familiare, il nome che porta un’eredità pesante rispetto al padre e alla questione dell’antisemitismo atavico della Francia (ricordiamo che è un Paese dove il numero di violenze sugli ebrei da parte islamista è molto alto, così come le fughe delle famiglie ebree sia dai quartieri a maggioranza islamica, sia verso l’estero). Probabilmente il suo partito avrebbe potuto crescere se lei avesse fatto un passo indietro e avesse dato spazio a qualcuno meno coinvolto con questa idea che riporta al passato, per esempio la nipote, Marionne Mareschal, che non  a caso aveva rinunciato al nome Le Pen.

E’ chiaro che queste elezioni hanno una forte valenza non solo per la Francia, ma anche per l’Europa e l’Italia, ma il voto antigovernativo non avrà la meglio sulla macchina infernale del potere che presserà ancora sulla “paura”, ovvero quello che viene configurato come il disastro se vincesse la destra, né il potere internazionale, né quello interno alla nazione permetterà la svolta, perché la Francia non è l’Ungheria, l’Europa non tollererebbe la perdita di una nazione chiave nei rapporti d’affari con il mondo arabo (che tanto fruttano all’economia francese) e l’America dei democratici. 

Esattamente come nelle precedenti presidenziali, i successi della Le Pen a sud e nelle province si frantumeranno contro la roccaforte parigina e delle grandi città. Niente di nuovo quindi, la Francia proseguirà imperterrita la folle corsa verso l’islamizzazione (si stima che nel 2050 sarà a maggioranza islamica) e il potere dell’alta finanza di cui Macron è il figliolo dell’europeismo che non piace ai ceti popolari ma resta l’uomo dell’eurocrazia al potere, che corroborerà la “fasciosfera” del politically correct, è colui – per dirla con Michel Onfray – che più incarna il futuro di Sharia e Transumanesimo della società. La Francia è perduta, ma pure l’Europa e l’Italia non stanno tanto bene.

Asocial(e)

Ritorna la rassegna ad alta quota, 2021 edition, nuovi formati. E un saluto ai lettori…

Photo by cottonbro on Pexels.com

Ho trascorso i primi giorni dell’anno senza leggere nulla, niente giornali, non ho aperto i social, ho basato solo a riassestare e a riordinare la vita che normalmente non leggete qui (oltre a guardare film). Sono stato meravigliosamente bene, tuttavia la realtà mi richiama e tra qualche giorno rientrerò nel girone dei lavoratori a pieno titolo. Ne ho approfittato anche per aggiornare il blog e lanciare l’edizione 2021 della Rassegna ad Alta Quota, di modo che finalmente darò un po’ di soluzione di continuità al mio operare giornalistico. Qui sotto il podcast che sarà, vi avverto, il formato con cui ce ne usciremo più di frequente, soprattutto per la facilità di realizzazione rispetto ai video che, come detto anche nella rassegna, ci saranno, ma saranno meno frequenti e più riepilogativi.

Ci si legge e, soprattutto, ci si ascolta! Buon 2021!

Pagine chiuse

Accanto alla Rassegna ad Alta Quota

A corollario della rassegna in notturna di oggi, segnalo un articolo di Maria Giovanna Maglie che penso vada letto e riletto, per capire realmente lo stato delle cose, in termini di narrazione. Ultimamente ho avuto modo di prendermela spesso col tipo di narrazione che i giornali fanno dei fatti di cronaca, soprattutto a livello locale, ebbene, questo articolo della Maglie, ovviamente controcorrente rispetto al main stream dominante, fa un po’ di luce sulla situazione elettorale di Trump. E’ un altro film rispetto a quello che si vede e si legge in giro e nel dirlo, ricordo che la Maglie aveva previsto con anticipo la vittoria di Trump nel 2016.

Il resto sono pagine chiuse, cose che non ho avuto il tempo di leggere e che quindi non troverete qui. Buonanotte.

La Rassegna ad Alta quota….

Conta sul tuo sostegno! Riempi la ciotola a Snoopy

€1,00

Scrivere del tempo che manca

aggiornamento in versi alla Rassegna ad alta quota

Non è un metronomo
quello che scandisce i giorni, non è regolare
il battito di chi aspetta
e negli interstizi ristagna la stanchezza
il desiderio di quello che non è potuto essere
il minuto di silenzio ad ascoltare una volontà caduta.

Eppure resiste, ma non per resistenza
il frammento che fa battere il cuore
l'istante di vita in cui si vive il quarto d'ora
davanti al proprio specchio.

Non si può aggiungere tempo
per scrivere del tempo che manca,
sarà sufficiente chiedere perdono
per non aver cambiato posto al segnalibro.

La Rassegna ad Alta Quota…

conta sul tuo sostegno! Riempi la ciotola a Snoopy!

€1,00

Nessuno allo stadio

Corollario sportivo alla Rassegna ad alta quota

Non entro nel merito di una partita di cui ho visto solo i calci di rigore e, sapendo che Buffon pur essendo stato un grande portiere, non ha mai avuto un grande intuito nel cercare di pararli, ne ho intuito l’epilogo dopo il primo sbaglio di Dybala. E pazienza, ma chi ha seguito la rassegna di oggi, sa che da juventino distratto auspicavo la vittoria del Napoli, di modo che non ci fossero le solite polemiche su Juve, arbitri eccetera. Avevo scordato però, quanto sono insopportabili gli juventini appassionati, incontentabili sempre, europeisti (nel senso di aspirare a vittorie oltre il confine) mai. L’unica nota a margine è che spero che riaprano presto gli stadi al pubblico, perché più che l’Olimpico e una finale di Coppa Italia, stasera pareva il campo da calcio parrocchiale di Castellaro per la seconda partita serale del Torneo delle Frazioni. Sentire solo le voci di chi gioca, in diretta tv, è qualcosa di tremendo.

Segnalo anche l’unica altra notizia che ho letto stasera e cioè la censura di Radio Radio da parte di YouTube, ben raccontata da Massimo Del Papa su Italia Oggi. Per tutto il resto, vi rimando a domani.

La rassegna ad alta quota…

...conta sul tuo sostegno! Riempi la ciotola a Snoopy!

€1,00

Fuori

Dall’America alla Bassa, sul filo della Rassegna ad alta quota.

Curiosando su e giù per il web in cerca di un approfondimento della serata, pur avendo una vaga idea di pescare dall’estero, sono inciampato anche nella meravigliosa polemica che attanaglia la bassa in questi giorni, con la “Mirandolexit”, l’uscita del comune di Mirandola dall’Unione dei comuni dell’area Nord della Provincia di Modena. Nel link da La Pressa che vi segnalo colgo due piccioni con una fava, perché c’è sia l’intervista all’Onorevole Golinelli della Lega, sia il giusto contraltare di Paolo Negro del Pd.

In secondo luogo, mi permetto di segnalare La Verità alle Sette di questa sera, con il dialogo tra Daniele Capezzone e Stefano Graziosi sulla situazione negli Stati Uniti, al di fuori del main stream mediatico e poco trasparente che contraddistingue le italiche cronache.

Buona lettura e buona scolto.

La Rassegna ad Alta quota…

...punta sul tuo sostegno! Riempi la ciotola a Snoopy!

€1,00