I quirinabili e l’incantesimo pandemico

Oggi come ormai saprete tutti, inizia il conclave per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Nell’attesa di vedere la prima ondata di schede bianche, vi invito a leggere questo articolo uscito sabato su Caratteri Liberi. Buona lettura.

Di Stefano Bonacorsi per Caratteri Liberi

La commedia grottesca per l’elezione del Presidente della Repubblica è ormai alle battute finali. Lunedì incomincia la conta, quella vera, i nomi si sprecano, le alleanze sono le più improbabili, pronostici a farne, sicuramente si sbaglia, favoriti non ce ne sono.

Per chi ha seguito i vari articoli che si sono succeduti su queste pagine, relativamente alla figura del Capo dello Stato, sa che l’inquilino del Quirinale rappresenterebbe in Costituzione l’unità nazionale, ma in realtà rappresenta chi lo ha eletto ed è il vero referente della politica italiana all’estero.

Ragion per cui, ci addentriamo dentro allo scenario dei “quirinabili” e delle prospettive che ne conseguirebbero… [Continua la lettura]

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di Stefano Bonacorsi per Caratteri Liberi

L’elezione del Presidente della Repubblica, fin dalla sua fondazione, è il crocevia della politica italiana. Designato in sede di Costituzione come una figura al di sopra delle parti, si tratta in realtà di una figura il cui scopo, il più delle volte, è stato quello di interpretare non tanto il sentimento popolare uscito dalle urne, quanto gli umori delle segreterie di partito, attraverso le rappresentanze parlamentari.

Per com’è concepita, la prima carica dello Stato, non è predisposta per investire un leader naturale come può avvenire per un sindaco o, più di recente, per un presidente di regione (per non scomodare paragoni esteri con Francia o Stati Uniti), tuttavia, non sappiamo se grazie a un equivoco o a una visione di lungo corso dei padri costituenti, il Presidente della Repubblica è sempre più centrale nella politica italiana, vuoi perché il Parlamento, se mai l’ha avuta quella centralità l’ha persa (o meglio l’hanno persa i partiti); vuoi perché in sede di elezioni da almeno due legislature non emerge una maggioranza netta e, quando è emersa si è dissolta strada facendo. Continua a leggere su Caratteri Liberi

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