Il solito sospetto(so)

Sarò sospettoso, ma a me il binomio Tavecchio- Conte non mi convince. Mi sa di solita sceneggiata italica. Tavecchio è la vittoria del “sistema” ma Albertini sarebbe stato, al pari di Renzi per la politica, solo un cambio di facciata. C’è poco da fare, il calcio si conferma lo specchio del paese, la conservazione della conservazione, cambiare tutto perché nulla cambi. La scelta di Conte pare poi un copione già scritto, le sue dimissioni dalla Juventus (e la scelta di Allegri conseguente) sapevano di farsesco e la sua scelta fa il paio con l’ostruzionismo a Tavecchio capitanato da Agnelli. In altre parole: la Juve si ferma un giro e passa il testimone alla Roma, gli altri guardano ma scelgono chi comanda il pallone tricolore. Nel frattempo Conte è incaricato di selezionare i migliori italiani da piazzare sul mercato, dato che il nostro campionato è una realtà ormai provinciale e l’unico modo per far cassa non è vincere ma vendere. Sarò il solito sospettoso, ma per me sta funzionando così.

Stefano Bonacorsi

Saluto a Robin Williams

Passo davanti a un televisore e rivedo la fine de “L’Uomo Bicentenario”. Mi si stringe il cuore, non solo per il film in se, ma anche per l’uomo, l’attore, che non c’è più, distrutto dalla depressione, incapace di ancorarsi a quella voglia di vivere che ci aveva trasmesso coi suoi film. Non ha retto, al pari dello studente suicida de “L’attimo fuggente”, ha ringraziato e ha preso la porta, nel modo in cui tutti meno se lo aspettavano. Quel sorriso malinconico, quella incredibile versatilità. Uno non pensa a quanto un attore è passato nei suoi occhi, a quanto i vari film abbiano lasciato nella sua mente e nei suoi ricordi, fino a che questo scompare. E di colpo, l’attimo è fuggito e con lui l’uomo bicentenario, Flubber, Patch Adams, un redivivo Peter Pan, Mrs Doubtfire, Jumanji e non ricordo quali altri, ma adesso lui è lì, al di là dei sogni, come in quella omonima pellicola. E’ lì con Philip Seymour Offman, suo rivale/amico in Patch Adams, un altro di quelli che ti accorgi solo dopo che se n’è andato che l’hai visto in un sacco di film…
E ora teniamoci i ricordi in celluloide, quei film non saranno più gli stessi, avanzando con gli anni ce ne faremo una ragione. Grazie Robin, per le risate e le emozioni. Mi auguro tu possa aver ricevuto un riconoscimento, per quello che ci hai dato in terra. So long.

Stefano

A volte ritorno

C’eravamo lasciati coi campioni del mondo della Germania Merkeliana, multietnica e perfino simpatica. Da qualche giorno sono tornati gli spunti per scrivere, dopo lo stop apatico dovuto alla perdita di motivazione a seguito della decisione dell’editore Modena Capitale Mediagroup di cessare le pubblicazioni del quotidiano Modena Qui. Continuo a fare il corrispondente per Tv Qui ma con meno frequenza perché non ho dimestichezza coi media televisivi. In altre parole, devo imparare e farò passare l’estate (o per lo meno agosto, visto che la stagione si fa attendere) e in autunno mi auguro di postare le mie corrispondenze video dall’Appennino modenese. Rimane il blog, questo piccolo blog che avrei la pretesa di aggiornare in tempo reale o quasi. Manca il tempo, ma è un buon segno dato che vuol dire che il lavoro mi assorbe, visti i tempi… Purtroppo la scrittura non è ancora la mia prima occupazione. Mi premeva comunque riprendere i contatti con voi che leggete, giusto per farvi sapere che continuo a pubblicare e che è mia intenzione dare una soluzione di continuità a queste pagine. A presto! 

Stefano