cronache dalla tranquillità (relativa)

si sta relativamente tranquilli in appennino. teniamo le orecchie puntate sulle radio locali, per essere informati sulla situazione, con lo sciame sismico che sembra non voglia saperne di cessare, coi parenti in pianura che ci dicono che stanno bene anche se hanno visto la loro vecchia abitazione, dove son stati fino a qualche anno fa, crollare e sparire lasciando i ricordi sopra e sotto la polvere. provi a contattare le persone che sai vivere laggiù e respiri il loro dramma, guardi il telegiornale e hai gli occhi lucidi. tieni gli occhi puntati sui social network, per guardare le informazioni in … Continua a leggere cronache dalla tranquillità (relativa)

no, i 2 cazzo di centesimi no!

se c’è una cosa che fa incazzare in tutto questo trambusto della terra che trema, è l’aumento della benzina di altri due centesimi al litro, per il sostegno ai terremotati. mi si dirà, siamo in emergenza. ma ‘sto cazzo, e non chiedo scusa per il francesismo, questa merda di paese vive da quando è nato sull’emergenza, forse non sa neanche più distinguere quelle vere da quelle finte. io mi chiedo, se anche fosse giusto, ma vi pare che il terremoto valga 2 centesimi al litro contro i 10 di una crisi scatenata da una finanza fuori controllo e una classe … Continua a leggere no, i 2 cazzo di centesimi no!

toglierci la polvere di dosso

il rischio di essere retorici c’è, ma non posso farci nulla, alla fine non mi importa. oggi più che nove giorni fa mi sono sentito ferito. ho parenti che vivono nella bassa, amici e conoscenti. mi ha telefonato mia madre nelle nove e venti per dirmi che aveva tirato di nuovo forte, io ero in macchina, a Pavullo di ritorno da Modena. ho avvertito un senso di impotenza come poche altre volte nella vita. arrivato a casa, in officina ascoltavamo assiduamente una radio locale per avere notizie in tempo reale. ho girato non so quanti tweet (per quello che può … Continua a leggere toglierci la polvere di dosso

tutto in una scatola

(foto scattata al Messer Botolo, con le incaute fanciulle e il serial killer) ci sono cose con cui bisogna fare i conti. non parlo dei terremoti o delle stragi, situazioni o atti gravi, ma di cui si tiene poco conto perché ingenuamente pensi che tanto tocca sempre agli altri. parlo delle piccole delusioni, dei dispiaceri che possono turbarti la vita, delle piccole cose su cui hai costruito grandi ricordi che improvvisamente (ma neanche tanto, diciamolo) spariscono o meglio, si fermano. quelle cose che magari percepisci, che ti auguri possano risolversi in meglio ma che poi, forse anche per il loro … Continua a leggere tutto in una scatola

e sia

e sia, che diamine, me ne sto a casa. me ne sto a casa perché non ci ho un cazzo da fare, tanto che, per ammazzare la domenica ho pure portato avanti del lavoro. me ne sto a casa perché fuori piove, perché oggi ha tirato il terremoto e mi é saltato un programma già fatto, perché ad un certo punto la pigrizia ha vinto sulla solitudine, o perché chi avrei dovuto incontrare non era chi avrei voluto incontrare. e allora sto a casa, con un incredulo padre a cui fa strano che io perda i miei 28 anni dietro … Continua a leggere e sia

Wild Thing- Max Stèfani

c’è un dato che emerge dalla biografia di Max Stèfani: quest’uomo è profondamente ingenuo! Wild Thing è innanzi tutto uno spaccato sulla scena musicale italiana, dagli anni ’60 ai giorni nostri, dall’underground (o come usa dire oggi dall’indie rock) al mainstream. l’ho trovato divertente, anche se con qualche refuso di troppo, e poco mi importa se alcune malelingue dicono sia stato copia-incollato o sia un libro infamante e offensivo per molte persone citate. esistono pur sempre le querele…per convinzione personale, credo che buona parte di quelli che lo hanno acquistato (sottoscritto compreso) si sono andati a leggere per prime le … Continua a leggere Wild Thing- Max Stèfani

solo passi

sento solo passidentro la cattedrale vuotae le parole riecheggianone perdo il significato,pur guardando quella luceche un tempo era appiglioe oggi è solo un fascioin cui passo attraverso come un’ombra. eppure sento le vibrazionidentro alle invocazioni di un cerchioeppure vedo le mani tesema non ho più bisognoa costo di sembrare irriconoscentenon mi sento più figliopur sentendomi fratello,non sono più nella graziapur sapendo di camminarci accanto. eppure credo in quelle mani tesema credo all’anima a cui appartengonocredo agli sguardialle parolee non a chi ci passa attraverso,e come un santo scetticoho bisogno di vedere per crederedentro e fuori ho solo miserianon posso credere … Continua a leggere solo passi

quel passo che non faccio

eppure non mi sembravacosì grandequesto vuoto che riempie il vuotol’eco che rimbomba nelle mie stanzepiene di nientela mia vita non mi sembravacosì fermanei miei giorni, a rincorrere un sempreeppure non mi sembrad’esser scalzoogni volta che inciampoogni volta che tornosu quel passo che non faccioin quella cosa che non vivonella fuga da meper non voler capireper non voler restaree ritrovarsi piccoliindifesiimmobili, mentre il resto avanzanonostante pensassifosse solo mediocrità ostentataquando invece il mediocre ero ioquando invece l’idiota sono ioquando quello solo, sono io. Jack Continua a leggere quel passo che non faccio

dalla diretta di San Giovanni…

arrivo a casa dopo una piacevole giornata in compagnia di cari amici e, nel farmi una cena approssimativa davanti alla tivù della cucina che riceve quattro soli canali del digitale terrestre (da queste parti si riceve come ai tempi dell’analogico: di merda), incappo mio malgrado in quel san remo in salsa rossa che è il concertone del primo maggio.se l’horror passasse in prima serata, farebbe meno danni. assisto a una di quelle puttanate da paese di provincia, un orchestrina diretta da Mauro Pagani che rivisita in chiave classica (!) alcuni classici del rock internazionale. e già il fatto che debbano … Continua a leggere dalla diretta di San Giovanni…