Disinformazione Climatica

Come leggere in maniera analitica l’intervista al metereologo Guidi sul Resto del Carlino di Oggi

Copiamo e incolliamo l’intervista del giornalista Alessandro Belardetti su “Il Resto del Carlino” di oggi, al colonnello Guido Guidi (che spesso e volentieri fa il meteo sulla RAI). Il pretesto climatico è offerto da questa prima fase dell’inverno piuttosto mite, se non addirittura caldo, almeno per quello che riguarda l’Appennino (dove chi scrive questo articolo vive). Tuttavia riportiamo per intero il dialogo con il meteorologo in quanto, a mio modesto parere, il cronista cerca di incalzare sul cambiamento climatico, laddove l’esperto riporta tutto alla calma. Certo, c’è il dato del turismo invernale che sul crinale tosco-emiliano non gioisce affatto, però non è nemmeno la prima volta che accade. Nel riportare l’intervista, mi permetto di sottolienare ed evidenziare i punti che smontano l’allarmismo climatico-ambientalista.

Un gennaio con 10 gradi sopra la media e un clima primaverile. Colonnello Guido Guidi, cosa sta succedendo?

«L’anomalia che stiamo vivendo trova le sue origini nella circolazione atmosferica – risponde il 54enne meteorologo –. Da un lato abbiamo l’anticiclone in Europa e dall’Atlantico la pressione è più bassa del normale. L’anomalia della temperatura è importante, ma siamo nei primi 15 giorni di inverno».

Cosa dobbiamo attenderci?

«Nel nord e centro Europa le perturbazioni arriveranno dal 7-8 gennaio, mentre nel Mediterraneo dovremmo aspettare almeno fino al 10 gennaio».

Le temperature caleranno?

«Da quel periodo, ma non sarà un ribasso drastico».

Si è mai verificato un simile aumento di temperatura in inverno?

«Valori così tanto più alti non li abbiamo mai avuti, ma è un problema di tutta l’Europa».

Di notte la media nazionale è superiore di 9 gradi: sembra il clima dell’Egitto. Stiamo diventando un Paese nordafricano?

«Il clima ha una classificazione precisa, perché si possa dire che un’area esce da uno standard ed entra in un altro serve molto tempo. Quindi, per ora lo escluderei. Andiamo, però, nella direzione di una aumento delle temperature medie. E si conferma che da un punto di vista degli eccessi, il Mediterraneo è un’area sensibile».

Considerando che nelle aree polari il gelo non è eccessivo, la neve quando arriverà in Italia?

«In realtà l’Islanda ha passato uno dei dicembri più freddi della storia e in Scandinavia nevica tantissimo. Nelle Alpi italiane qualcosa è arrivato e tornerà la prossima settimana. La neve negli Appennini non si vede e al momento non sembrano esserci segnali che arrivi, almeno fino a metà gennaio. Può essere pure che non arrivi proprio, in passato è già successo».

Dobbiamo abituarci a sbalzi improvvisi, spesso di dieci gradi da un giorno all’altro?

«Gli sbalzi termici sono più una impressione che una realtà. Le ricerche attuali dicono che le anomalie positive e gli scostamenti dalle medie attese sono in aumento, mentre gli scostamenti in negativo dalle medie sono in diminuzione. Ma tutto ciò va considerato zona per zona: per esempio, il Nord America è completamente congelato, con un freddo senza precedenti. Il trend delle temperature in aumento negli Usa non c’è».

Gli inverni saranno sempre più caldi?

«Essendo il Mediterraneo un hotspot ed essendoci questa tendenza di anomalie più frequenti nell’area, il risultato sembra facile da prevedere».

Per il 2023 dobbiamo aspettarci eventi sempre più estremi e sempre più frequenti?

«Questo tema viene troppo amplificato, mentre la letteratura in merito è chiara. In alcune zone, per le ondate di calore e la siccità, ci sono trend accertati verso la crescita. Per altri eventi estremi, come le intense piogge che provocano grandi frane, non ci sono tendenze globali significative».

Un aumento simile delle temperature terrestri ha precedenti storici?

«Questa rapida crescita della temperatura della superficie terrestre non ha paragoni storici. Ci fu qualcosa di simile nel primo trentennio del ’900 negli Usa, che portò alla grande depressione».

Si può prevedere come sarà la prossima estate?

«Assolutamente no»

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