Settanta

Settanta è una farfallaun tatuaggio sulla spallasu ali a triangolodi diversi colori,su un filo spinatoun pensiero angosciatoil freddo gelidoche è stato lasciato. Settanta è una storiaun esercizio a memoriauna nuova contesadel ricordo la resa,a nulla è servitoe non è bastatose ogni anno ricordanoche questo è stato. Settanta era ierie sarà già domani,è l’età di un padrel’affanno di madriè il rimpallo di ideedi tesi e complotti,è distinguere il sanguele morti e le nottidell’umanità che si scordò Diogiocando a direil boia son io. Continua a leggere Settanta

La sinistra e quella malattia chiamata antagonismo

Mi viene da sorridere a leggere della vittoria di Syriza in Grecia. Non perché tifassi per Tsipras e i suoi, ma per tutto quello che ne è conseguito. Se suona grottesco il festeggiamento da parte delle destre anti europee, suona invece come patetica l’acclamazione di Tsipras salvatore del popolo da parte della sinistra italiana. Da Civati a Vendola, passando per Cuperlo, tutti a fare festa. Per cosa, ancora non si sa. Da che ne ho memoria, e si parla dai tempi del “correntone” degli allora Democratici di Sinistra, in questo paese s’è coltivato il sogno di una sinistra unita, riemerso … Continua a leggere La sinistra e quella malattia chiamata antagonismo

#marcellolippialquirinale

Io me lo ricordo, un post partita di una delle ultime gare di qualificazione al nefasto mondiale del 2010. Incazzato come una belva, contestato dai tifosi, punzecchiato dai giornalisti. E lui li manda tutti a quel paese. Poi consegna all’Italia il suo peggior mondiale della storia, quattro anni dopo averne vinto uno, si assume tutte le responsabilità e se ne va. Non erano le dimissioni pietose di Prandelli, il siluramento senza troppi complimenti di Donadoni, o il passo d’addio di un Trapattoni che in nazionale è stato al di sotto di ogni possibile aspettativa. Quelle furono le dimissioni di un … Continua a leggere #marcellolippialquirinale

Quel che non si vuole capire (o approfondire)

Circola su Facebook e su tutti i social di questo angolo di mondo chiamato Italia, l’intervista che “La Zanzara” di Radio 24 ha fatto a Mario Adinolfi, direttore del quotidiano fresco di stampa “La Croce“. Ora, tralasciando i commenti che si sono susseguiti in ambito “progressista”, occorre dire che è proprio vero che i titolisti dei giornali, siano questi via web o cartacei, spesso peccano di sensazionalismo. Agli occhi di tutti, Adinolfi ha detto che “la moglie deve essere sottomessa”, passando di fatto per un fondamentalista col crocefisso al collo anziché la bandiera dell’Is.Ora, a pensar male si fa peccato, … Continua a leggere Quel che non si vuole capire (o approfondire)

fare sul serio

Modena torna in vetta, al posto che le spetta, un po’ come tutte le piazze in cui uno sport si afferma, e diventa parte del tessuto sociale. “Il volley siamo noi” recitava il coro dei tifosi al Paladozza, per il trionfo di Coppa Italia. 17 anni che quel titolo non tornava sotto la Ghirlandina, preludio di uno scudetto che manca da 13? E’ presto per dirlo, tuttavia quel coro suona a dir poco come un messaggio, una conferma se non addirittura un fondamento. La stagione 2014/2015 è quella che ha inaugurato la Superlega, con la Serie A1 che dopo alcuni … Continua a leggere fare sul serio

Le banalità attorno a Charlie Hebdo

Non c’è niente di più facile, ora, che cadere nella retorica, sia quella di tipo anti islamica, sia quella di tipo boldriniana. Niente di più facile. E puntualmente ci si scivola tutti, perché la triste verità della strage di Parigi coi dodici morti dell’assalto al giornale Charlie Hebdo è, ancora più di una volta, che il male è banale e banali ne sono le cause. Fino a due anni e mezzo fa avrei potuto, come tanti, buttarla sulla banalità della religione, in preda a un sussulto relativista. Oggi, da cristiano rinnovato, un discorso del genere mi ferisce perché finisce per … Continua a leggere Le banalità attorno a Charlie Hebdo