Analizzare il nuovo corso in appennino

Ripubblico oggi, un mio corsivo uscito ieri su Modena Qui così chi se lo è perso può rileggere questa mia riflessione sulle amministrative appena trascorse. Non dimenticate di leggere il giornale di oggi! Buona lettura!

Non concordo con chi dice che in montagna, i comuni passati al centrosinistra l’hanno fatto sull’onda renziana. Nei piccoli paesi, da sempre (Peppone e Don Camillo insegnano) ha contato più la persona dell’ideologia e oggi non è diverso, soprattutto alla luce del fatto che alcuni vincitori in area dem, hanno preso meno voti rispetto al risultato europeo anche in appennino. Il dato semmai è che più che le persone, purtroppo, contano le questioni personali in particolare nei comuni molto piccoli, dove gli scarti tra vincitori e vinti fanno presagire che ci sia qualcosa in più rispetto alla divergenza di vedute. Mi auguro che per questi comuni sia stata l’ultima volta in cui hanno dovuto scegliersi una guida e che tra le varie spending rewiew ci sia anche la fusione obbligatoria per i comuni sotto i 5000 abitanti. Perché se da un lato in molti hanno spinto sul rinnovamento anche generazionale, dall’altro si denuncia la mancanza di persone capaci che vogliano metterci la faccia. Amministrare, soprattutto in piccoli comuni è un atto di volontariato e non certo una prospettiva allettante per un giovane alle prime armi che voglia farsi un’esperienza.

Stefano Bonacorsi

Ripartire dai "civici"

Qualcuno parla di “effetto Renzi” qualcun’altro di rifondazione, altri ancora di istanza di fallimento. Ma come si è arrivati a tutto questo? E’ molto semplice e i motivi si riducono a due: Berlusconi non ha mai veramente pensato a una successione e Forza Italia non si è mai veramente radicata sul territorio. Fine. In Emilia poi il dato è eclatante, con il ricorso smodato a candidati presi in prestito dalla società civile o il costante uso di notabili, soprattutto a livello locale, persone prestate alla politica, più per partecipare che per vincere. Nel Frignano, dove abito, il Pd ha i suoi circoli locali, che sono o comunali o di un’area appena poco più vasta. Il centrodestra ha sempre battuto un colpo solo in vista delle elezioni a meno di non avere un radicamento culturale forte, caso in cui le parti si invertono ed è la sinistra che fa ricorso alla società civile e puntualmente perde (salvo eccezioni come quest’anno). Il dramma è che i dati locali spesso sono in contrasto con quelli nazionali e qui faccio un esempio. Il comune di Sestola, dove vivo, tradizionalmente in un’elezione politica fa vincere il centrodestra anche con un discreto scarto. Alle ultime amministrative però, il sindaco di centrosinistra ha vinto con quasi il 75% dei voti e la coalizione che è al potere regge da ormai quarant’anni. E’ chiaro che qualcosa non va e quel qualcosa resiede nel fatto che i politici di centrodestra, per lo meno dove abito io, all’ambito locale ci guardano solo come bacino elettorale per le politiche nazionali e vi fanno una comparsata a sostegno dei candidati locali, che normalmente sono loro fiduciari. A Modena, dove si è registrato un autentico disastro nella corsa a sindaco, il dato si amplifica e rende le cose drammaticamente imbarazzanti. Per dirla con Lenin dunque, che fare? E’ abbastanza semplice: si riparte dalle liste civiche che hanno funzionato, da quelle (poche) che hanno vinto e da quelle che se la sono battuta fino in fondo. Si cerca di far partecipare la gente dal basso, magari con le primarie e soprattutto si cerca di federare la base e di essere PRESENTI non solo al momento delle elezioni. In ultimo una serie di dettagli ideologici non piccoli e che possono fare la differenza.

1) Prendersi e difendere la propria parte di storia repubblicana. La resistenza e l’antifascismo non sono un’esclusiva degli ex Pci. E’ esistito un partigianato bianco, così come una forte componente repubblicana non era di sinistra. Sarebbe bene ricordarselo e lasciare i Le Pen di casa nostra a tentare la maldestra imitazione degli originali per conto loro.
2) Mettere in cantiere una politica economica liberale/liberista, lasciando a terra i residui del socialismo craxiano e guardando, più che a fare un partito popolare sulla falsariga europea, a realizzare un partito repubblicano sul modello statunitense.
3) Valorizzare il patriottismo, e magari anche l’appartenenza culturale e le matrici cristiane (che non vuol dire appiattirsi sul cattolicesimo) ma evitare derive xenofobe. Quindi evitare le alleanze coi redivivi leghisti.
Ecco, con queste basi, un partito di destra in Italia lo voterei anche io.
Jack

Rassegna Stampa del 18/05/2014

E’ con molto orgoglio che annuncio il mio primo corsivo. In realtà è un semplice commento che potete trovare a pagina 14 di Modena Qui di oggi, assieme alle analisi del voto alla luce dei risultati. Curioso, e spero possiate leggerlo, come Modena si riveli un buon osservatorio per quello che può essere lo scenario nazionale da qui a breve, ma di questo parlerò più avanti. Nel frattempo leggetevi il giornale di oggi, compratelo in edicola oppure sfogliatelo gratuitamente on line. Buona lettura.

Stefano

Rassegna stampa del 27/05/2014

Quasi mi scordavo di dirvi che su Modena Qui di oggi a pagina 23 ci sono i commenti dei vincitori e degli sconfitti nelle amministrative sull’Appennino Modenese. Il giornale di oggi è ricchissimo sulla tornata appena conclusa e, dato che a Modena si va al ballottaggio, ancora per un po’ ne avremo da parlare. Intanto buona lettura!

Stefano

Metamofosi di un blog(ger)

Più o meno scrivo da quando ho finito le medie. A scuola ero bravo nei temi, forse avrei dovuto fare il liceo classico anziché ragioneria ma tant’è. Quando avevo 16 anni scrivevo immaginari editoriali di calcio o di altri sport. A 23 anni ho aperto il mio primo blog, era il 18 gennaio 2007 e sulla defunta piattaforma di Splinder apparve il primo Jack Tempesta. Sull’origine del nome recupererò prima o poi un vecchio post, non è questa la sede. Sempre nel 2007 nacque una rivista culturale che ebbe breve vita, “Scripta Manent”, opera di un pugno di presunti intellettuali universitari modenesi tra cui il sottoscritto. Durò circa due anni, poi morì principalmente per incuria e, va detto, se la sono filata in pochi. A giugno 2008 ho iniziato a collaborare con la nuova Gazzetta di Modena come corrispondente dal mio comune e, se riuscivo, anche da zone limitrofe. Il gran difetto di quello che è probabilmente il miglior quotidiano dell’ex ducato, è che ingaggia collaboratori come se piovesse col rischio di creare sovrapposizioni e soprattutto una pseudo-guerra fratricida che, per quattro euro a pezzo e uno a foto… Durante quell’esperienza mi sono laureato e siamo alla primavera del 2011 e ho cominciato a “lavorare seriamente” nel senso di fare qualcosa per vivere e guadagnare soldi. Un’attività artigianale in proprio condivisa coi miei fratelli, una scelta dettata più dallo sfinimento del percorso universitario e dal fatto che le prospettive per i laureati in giurisprudenza non erano proprio rosee. Una scelta a posteriori non tra le migliori che potessi fare ma, va detto, non ho avuto del tutto torto dato che a Modena di avvocati, ce n’è uno ogni 300 abitanti e il lavoro, anche di recente, mi han detto che scarseggia. Il passaggio da un’attività intellettuale a una manuale mi portò gradualmente ad abbandonare la scrittura, in primis quella giornalistica complice anche un’attività parallela che avevo affiancato al mio lavoro ufficiale e che, sul momento pareva più redditizia per arrotondare, che non scorrazzare su e giù per i monti a quattro euro il pezzo. Nel novembre del 2011 apprendo che Splinder chiuderà di li a poco e all’occorrenza devo trasferire le mie attività di blogger. Dal 2010 le pagine erano diventate due, perché avevo scelto di creare un altro blog dove mettere i pezzi che non mi pubblicavano sulla Gazzetta. Li riaprii entrambi su questa piattaforma e decisi di cambiare i connotati a Jack Tempesta, facendolo diventare “Le Pagine della Tempesta” sulla scia della pagina Facebook che avevo creato a mo’ di marchio editoriale e dove condividevo i contenuti. L’altra invece l’avevo battezzata “L’isola della tempesta- approdo per scritti senza pagine” su Splinder e tale rimase. Il punto però è che lentamente l’attività di blogger scemava, “L’isola” stava lentamente diventando inutile perché non scrivendo praticamente più per il giornale era il mio spazio per l’attualità, ma non l’aggiornavo mai. “Le pagine” invece era uno spazio più personale ma anche lì, complice il fatto di aver trovato di meglio da fare, non aggiornavo quasi più. Le trovate ancora entrambe e potete leggere i contenuti perché sono ancora in attesa di trasferire quei vecchi scritti qui dentro a mo’ di archivio.
E veniamo ai giorni nostri. L’anno scorso in dicembre decido di tornare al blog unico ma decido di farlo in maniera diversa, ripartendo da zero. Il pretesto mi viene offerto inconsapevolmente (e anch’io ne ero inconsapevole) dal fatto che a giugno iniziai una nuova collaborazione con una testata locale, Modena Qui riprendendo quindi l’attività giornalistica. Nel buttarmi in questa nuova avventura, inizialmente mi curo solo di guardare quando i miei pezzi vengono pubblicati, andando a sbirciare sul sito, poi, anche per invogliare le persone a leggere gli articoli, condivido i link sul mio profilo Facebook. Siccome però la voglia di aggiungere parole, di voler dire la mia non solo come fatti riportati su carta, ma anche come opinioni, decido che sì, ci vuole un nuovo blog ed eccoci qui.
Chi ha seguito le mie scorribande letterarie avrà visto mutare molto il formato delle cose che propongo. Causa tempo mancante, su queste pagine, il grosso dei contenuti altro non sono che i link degli articoli che mi vengono pubblicati (e più raramente i link dei telegiornali dove è riportato un mio servizio); più raramente ho scritto qualcosa per soddisfazione personale come questo post che state leggendo, o link riportati da altri blog.
Questo per mettere in chiaro ai lettori il percorso fatto fino a qui, un po’ per quelli che mi seguono da quando ho iniziato, un po’ per quelli che lo hanno iniziato a fare da poco. Col tempo, ci sarà più alternanza tra il riportare le mie corrispondenze col giornale e altri scritti. Abbiate pazienza e… buona lettura!

Stefano

p.s.: qualche post fa avevo mostrato come sceglievo di segnalare link di vari siti e i miei dati personali. Bene, imparando ad usare meglio ciò che Blogger mette a disposizione, qui a fianco trovate una colonnina dove sono riportati i siti che più mi interessa leggere, i post più letti, la cronologia ecc. L’ho fatta solo più semplice, ma non vi avevo avvisato del cambiamento.

Rassegna stampa del 23/05/2014

A meno di 48 ore dalla tornata amministrativa ed europea che ci aspetta, a pagina 14 di Modena Qui di oggi potete leggere un confronto tra i programmi dei candidati sindaco di Fanano, mini analisi realizzata in assenza di un confronto diretto tra i due contendenti. Novità anche sullo sviluppo della banda larga in appennino e sull’evoluzione della politica modenese. In edicola oppure on line gratis direttamente sul sito. Buona lettura.

Stefano Bonacorsi

Rassegna stampa del 14/05/2014

Se ancora non siete passati in edicola, fate un salto a prendere Modena Qui per leggere, a pagina 13, degli aspetti 2.0 della campagna elelttorale per le amministrative 2014 in appennino modenese. Se una notizia di rilievo c’è, è che quest’anno le liste civiche ricorrono molto ai social network. E allora? Vi domanderete? Eh! Anche se siamo nel 2014, purtroppo in appennino non è scontato che le connessioni veloci, Adsl o banda larga siano presenti. Ed essendo un territorio pieno di anziani, la campagna è ancora molto vecchio stile. Buona lettura.

Stefano

Rassegna Stampa del 11/05/2014

Se come me vi siete svegliati tardi e non avete fatto in tempo ad andare in edicola, non preoccupatevi. A meno di non trovare le edicole aperte il pomeriggio, sul sito di Modena Qui potete come sempre sfogliare gratuitamente il quotidiano e trovare, a pagina 13, i servizi sull’inaugurazione della Casa della salute del Cimone e sull’arredo urbano a Fanano. Sulla casa della salute inoltre, qui sotto il link del telegiornale di ieri sera in cui se ne parla al minuto 19.40. La replica del tg la trovate anche sul sito di TvQui. Buona lettura e buona visione.

Stefano.

Tg Qui 10 maggio