non aspettiamoci un ciclo

Non lo so se abbia vinto il calcio più logico o se quello appena concluso sia stato un mondiale modesto, quello che so è che la finale non ha deluso le aspettative cioè ha deluso. Il gol di Gotze ha probabilmente fatto tirare un sospiro di sollievo a chi non voleva vedere un’altra lotteria dei rigori e andarsene a dormire. La Germania ha vinto con merito il suo primo mondiale dopo l’unità, sfatando il tabù dell’europa che non vince in sud America. L’Argentina ha perso, ha perso Messi, ma più che altro, per me hanno perso (oltre ad aver rotto oltre ogni misura … Continua a leggere non aspettiamoci un ciclo

Mutazioni professionali

In questi giorni la professione di giornalista ha subito degli scossoni. Il primo è stato quello sul nuovo contratto collettivo che stabilisce l’equo compenso, il secondo è invece l’approvazione da parte del Senato (non ancora definitiva) delle sanzioni per l’esercizio abusivo di professione giornalistica. Premetto che io non metto in discussione il diritto di chi fa esclusivamente il giornalista a vedersi riconosciuto la giusta ricompensa per il suo lavoro; né il fatto che obiettivamente, se esiste un ordine professionale, è giusto che chi non ne fa parte ne stia fuori. Però ci sono due però. Il primo è quello che esistono posti … Continua a leggere Mutazioni professionali

Dal verdeoro al giallo

A dimostrazione che la semifinale tra Olanda e Argentina è stata un compendio di noie calcistiche, la Gazzetta dello sport questa mattina ha dedicato sì la fotonotizia principale all’eroe della serata Romero, ma ha aperto con quattro pagine dedicate all’impresa di Vincenzo Nibali sul pavé, normalmente in uso per le classiche, al Tour de France. Segno che, in assenza di pallonari nostrani a combattere per la Coppa del Mondo di calcio, abbiamo una speranza alla Grand Boucle. Vedremo, siamo agli inizi ma le premesse sono ottime e, passati i mondiali, non avremo di che annoiarci. Germania e Argentina dunque si … Continua a leggere Dal verdeoro al giallo

Palla al centro

Parafrasando la brava giornalista svizzera Natasha Lusenti, questa mattina mi sono svegliato e sono stato contento di non essere un brasiliano. A conti fatti non so se sia peggio una batosta come quella patita dai pentacampeao ieri sera, o la vergognosa eliminazione della pedata italica. I verdeoro per lo meno in semifinale ci sono arrivati, noi no.  Qualche post fa, avevo scritto che in una gara a eliminazione diretta, in caso di rigori i brasiliani non avrebbero retto. Ho avuto torto col Cile, anche se hanno rischiato, ma ho avuto ragione con i panzer, anche se non immaginavo che sarebbero usciti di … Continua a leggere Palla al centro

Il ritorno del gioco

Il nefasto girone D, quello dell’Italia per intenderci, era il girone delle 7 coppe del mondo. Quattro italiche, due uruguagie e una albionica. Le semifinali che vanno a cominciare non saranno da meno: 10, otto delle quali si affronteranno stasera. Comunque vada, la finale non vedrà lo scontro Messi-Neymar, ma Adidas e Nike si sono comunque divise equamente le pretendenti al titolo e mi perdonerete se il gioco, lo vedo sempre in secondo piano rispetto agli  interessi di sponsor & affini. Gioco che però torna prepotentemente a dire la sua e l’infortunio di Neymar ne è la prova: per quanto … Continua a leggere Il ritorno del gioco

Quarti di nobiltà

Quando una fase a gironi finisce, già dall’ultima partita la tattica prevale sul gioco e, di conseguenza sullo spettacolo. E’ così più o meno per tutti gli sport di squadra: nel basket le partite dentro-fuori vedono i punteggi ridursi, nel rugby si riscopre l’arte del drop o si usano tutti i calci piazzati disponibili perché l’importante è fare punti. Nel calcio si va ai tempi supplementari e, gloria a Dio, regole come golden e silver goal sono stati bandite.A dispetto di ciò che si andava delineando, o per lo meno di ciò che si andava cianciando, alla fine l’equilibrio Europa- … Continua a leggere Quarti di nobiltà