Fiera Economia Montana, la difficoltà di creare eventi in montagna

Dall’autunno 2020 si è assistito a un rinvio di manifestazioni sulla scia di parametri che da un giorno all’altro potevano variare

Di Stefano Bonacorsi per La Pressa

Lascia un po’ interdetti la polemica, tutta pavullese, sul rinvio al 2023 della Fiera dell’Economia Montana. Tra la Giunta guidata da Davide Venturelli (nella foto) e il gruppo d’opposizione di Fratelli d’Italia, con Daniele Iseppi che fino allo scorso anno era vice sindaco, è un susseguirsi di  scambi di accuse di incapacità, contro l’esigenza di avere un evento che possa, in una qualche maniera, mantenere le aspettative  legate alla ricaduta in termini di presenze, soprattutto turistiche.

Vero è che nel 2019, anno dell’ultima edizione, si sono registrate oltre 30.000 presenze, ma è altrettanto vero che i motivi del rinvio dello scorso anno sono stati pressoché simili a quelli di questi ultimi mesi. Nel 2021 infatti sia Iseppi sia il presidente dell’Unione dei comuni del Frignano Giovanni Battista Pasini, hanno legato il rinvio della manifestazione all’incertezza della curva epidemiologica, senza nemmeno pensare a un rinvio a fine estate come era stato invece ipotizzato alla fine dello scorso febbraio. Anzi, per parola dello stesso Pasini, siccome si trattava di un evento a forte valenza agricola, il farlo a settembre l’avrebbe snaturata.

Dal canto suo la giunta Venturelli, dapprima giustifca il rinvio con il fatto che per realizzare la fiera in giugno si sarebbe rischiato un contingentamento dovuto ai protocolli covid, dopo di che, il definitivo annullamento della manifestazione è legato alle disdette di molti espositori dovute alla crisi economica, generata anche dalla guerra in Ucraina.

Ciò che nessuno invece osserva è che in montagna è più difficile che da altre parti organizzare eventi che attirino persone, con tanto di assunzione di rischi legati a normative di sicurezza. Dall’autunno 2020 si è assistito a un rinvio di manifestazioni sulla scia di parametri che da un giorno all’altro potevano variare, nonostante alcune amministrazioni coraggiose si siano comunque sbilanciate a favore del rischio e del ritorno economico (si pensi ai Giochi di Cioccolato e Croccante comunque realizzati a Sestola nel 2020 e alla festa della Castagna invece annullata a Montecreto all’incirca nello stesso periodo). Detta come va detta, troppa responsabilità in mano ad amministratori spesso lasciati in balia dell’emotività anziché della programmazione.

Gli strascichi sono sotto gli occhi di tutti, già nel 2020 notavamo su queste stesse pagine come c’era un’eccessiva timidezza nell’intraprendere attività mirate alla ripresa, laddove poi ci si è provato con norme più restrittive l’anno successivo con tutti gli annessi e connessi legati alla certificazione verde (che, per inciso, quando sarebbe dovuta essere calendarizzata la fiera lo scorso anno, cioè a giugno) ancora non era in vigore.

Stupisce che un comune con le spalle larghe come può essere Pavullo nel Frignano sia più timido rispetto ad altri, anche se va detto che le manifestazioni estive non mancheranno, anche se la tradizionale Fiera dell’Economia Montana forse ne sarebbe stata il fiore all’occhiello.

Sarà invece poco più che una pezza l’evento incentrato sulle eccellenze enogastronomiche previsto per settembre e annunciato dall’Assessore al commercio Alessandro Monti. Non si comprende infatti come si possa limitare la visione di Pavullo e del Frignano al mondo agricolo e culinario, quando oramai sono anni che anche in Appennino è avvenuto uno sviluppo industriale e, vivaddio, occupazionale che dovrebbe essere valorizzato, al punto di creare eventi che possano attirare investitori, magari anche con ricadute sul turismo, invece delle solite manifestazioni mangerecce, fatte per riempire i paesi nei weekend.