Pavullo, con Venturelli vince la vecchia (e buona) politica

Articolo de La Pressa

Cominciamo col dire una cosa: Davide Venturelli non è un politico anti sistema, né ha un nuovo modo di fare politica. Venturelli è parte del sistema, semmai è un non allineato ma dieci anni di consiglio comunale qualcosa vorranno dire. Ma soprattutto, il neo sindaco di Pavullo, è uno che non si è limitato a sedersi in consiglio comunale, ma lo ha portato fuori dalla sala consiliare, pubblicando gli esiti delle riunioni sui social e, soprattutto, riportando la politica nel territorio. Un vecchio modo di fare politica che, non usando più appare nuovo, così come nuovo appare il suo schema civico, slegato dai partiti dai quali sarà, da oggi in avanti corteggiassimo, e bravo lui se riuscirà a fare il suo lavoro senza apparentarsi strada facendo.

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Dal Fronte

dove va l’Italia?

Photo by Anna Rye on Pexels.com

Probabilmente pensavano che gli Italiani avrebbero ingoiato anche il rospo del green pass, ma qualcosa è andato storto. Agli Italiani piace l’uomo forte, si abituano all’autoritarismo ma, come tutte le cose, anche le abitudini possono stufare. E gli Italiani negli ultimi dieci anni si sono abituati nell’ordine a Monti, alle larghe intese di Letta e al nazareno di Renzi, al contratto di Salvini e Di Maio e alle giravolte di Conte. Se Draghi e Speranza non avessero forzato la mano fin da subito, tra impianti di risalita mai riaperti e coprifuoco mai levati, fino ad arrivare all’abominio giuridico del Green Pass, forse gli Italiani si sarebbero sorbiti pure il Lucertolone, per dirla con Max Del Papa. Invece, come dicevamo, qualcosa è andato storto e pazienza se i media di regime se la raccontano, come se gli Italiani ancora si bevessero tutto ciò che passa il convento. Lasciate strepitare Liguori, lasciate basita la Merlino, lasciate Labate ai suoi onanismi col qr code e Mentana ai suo fact chekers che ampliano o restringono il loro grandangolo a piacimento. Fatevi un giro su Telegram, usate il canale di questa rassegna e troverete tutti i collegamenti con chi è stato veramente sul pezzo. Oggi si è aperto un fronte inedito in Italia. Vedremo dove si finirà.

La violenza politica

Articolo di Caratteri Liberi

di Loredana Biffo – 

La violenza politica non è una “deviazione” della politica, bensì il manifestarsi della sua essenza. 

In merito alla “devianza” e all’azione collettiva, sono molto strette le connessioni tra la violenza istituzionale e quella antiistituzionale. La violenza politica si configura in due dimensioni: quella della “forza autorizzata”, ovvero quella voluta dall’autorità come strumento di conservazione o di istituzione di nuovi sistemi e nuovi poteri – i quali ovviamente, non è scontato che siano di per sé buoni e auspicabili – e quella della forza non autorizzata, volta a contestare la legittimità di un sistema.

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