Strani paradossi (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 3 maggio 2020)

Tra le tante cose che sono emerse in questo periodo ci sono dei curiosi paradossi. Ad esempio, alla filiera no-vax, sempre in odore di complottismo, si sono aggiunti i dubbio-vax, soggetti normalmente favorevoli alla filiera vaccinale che però hanno dubbi avanzati sull’idea del vaccino anti Covid-19 e a loro favore ci sono anche tesi di virologi non influencer. Quindi alla maniera Coppi vs Bartali, oggi ci sono i Burioni vs Tarro. Se vi andate a vedere la trasmissione su Facebook “Vado al Massimo” questa sera c’è stato un colloquio interessante con Francesca Totolo, in cui si è parlato anche delle ricerche sull’ipotetico vaccino e anche dei retroscena drammaticamente economici. Ve lo posto qui sotto, ascoltatelo prima o dopo la rassegna di oggi.

Ancora, coloro che un tempo erano visti come i nuovi autoritari, coloro che nel 2005 avevano votato la riforma Calderoli, ma anche quelli che avevano votato la riforma Boschi del 2016, insomma coloro che volevano mettere mano alla Costituzione, oggi sono quelli che si sono ritrovati a doverla difendere e, udite udite, lo fanno senza che sia stata fatta alcuna riforma, a parte quella sulla riduzione dei parlamentari.

Infine, è straordinario vedere che oggi, laddove una volta c’era il culmine del lecchinaggio pro Berlusconi, oggi ci sono i baluardi della libera informazione. Un tempo Retequattro non si poteva guardare perché c’era Emilio Fede, oggi è l’unica rete che si distingue nel panorama televisivo-informativo italiano.

Curiosi paradossi, davvero.

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Maltese, una fiction di qualità

Vuoi perché il mercato delle serie tv [VIDEO] richiede prodotti di sempre maggiore attrattiva, vuoi perché i polizieschi italiani, quando non sono poliziotteschi, finiscono per intrigare più di una puntata di Law & Order, Maltese-il romanzo del commissario, risulta essere un prodotto eccellente per una Rai in cerca di rilancio, dopo anni di fiction un tanto al chilo.

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visioni: vetro (23/03/2011)

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intenso, fin dai primi fotogrammi, fin dalle musiche magistralmente composte da Francesca Badalini che scandiscono le scene iniziali. e poi l’angoscia che lo spettatore percepisce mentre la storia si snoda. il voler capire e il non poter capire. il non potersi più fidare di nessuno, il non potersi affidare a nessuno. tutto questo scorre in Vetro, cortometraggio realizzato da Valentina Arena, che rompendo gli schemi della banalità, affronta un tema delicato e lo rappresenta con una intensità, a cui lo spettatore può solo assistere con impotenza e rassegnazione. il volto del sopruso non è mai lo stesso, così come non lo è quello dell’ipocrisia. si percepisce un senso di solitudine e sconfitta in Vetro, quella sconfitta del non aver mai fatto abbastanza per evitare ciò che è tranquillamente evitabile; e la solitudine di chi si trova ingabbiato tra le illusioni della vita e le sue drammatiche e talvolta inaccettabili certezze.

per acquistare una copia del corto http://www.produzionidalbasso.com/pdb_440.html

Stefano Bonacorsi

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