Bestemmia (6 febbraio 2009)


NON MI INCAZZAVO COSì TANTO PER UN PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO DA PARECCHIO TEMPO, MA NON CE LA POSSO FARE A TENERMI TUTTO DENTO. CREDO CHE IL DECRETO SU ELUANA ENGLARO SIA LA COSA PEGGIORE CHE POTESSE FARE UN GOVERNO, SERVILISMO AL VATICANO ALLO STATO PURO, CESAROPAPISMO, PEGGIO DI TUTTE LE LEGGI AD PERSONAM FATTE DA BERLUSCONI E DA CHI COME LUI. NO NON LA POSSO REGGERE, NON CE LA FACCIO, BENE HA FATTO NAPOLITANO A NON FIRMARE. COME SI FA, DICO, COME CAZZO SI FA A DECIDERE IN QUESTA MAINERA DELLA SORTE DI UNA PERSONA? SI POTREBBE TIRARE IN BALLO IL DISCORSO SULLA PENA DI MORTE, MA QUI IL DISCORSO E’ DIVERSO PERCHE’ SI PARLA DI UNA PERSONA SI’ INNOCENTE MA NON VIVA. E UN DECRETO NON E’ UNA GRAZIA, E’ UN SOPRUSO. PERCHE’ UN VUOTO LEGISLATIVO NON SI RIMEDIA COSI’. PERCHE’ QUESTO DIMOSTRA A PIENI VOTI CHE SIAMO IN MANO A UNA CLASSE DIRIGENTE SENZA COGLIONI, TIMORATA DEI SERVI DI DIO E DEI LORO VOTI, BIGOTTA, INCLINE A RISOLVERE OGNI MAGAGNA SENZA L’OMBRA DI UNO STUDIO MINIMO A RIGUARDO. DOMANI AL MIO PAESE VERRA’ VELTRONI E SONO PRONTO A SCOMMETTERE, SU QUEL POCO CHE MI RIMANE DA SPERARE, CHE SI DICHIARERA’ CONTRO AL DECRETO MA ANCHE A FAVORE DI COLORO CHE RISPETTANO LA VITA, TANTO PER CHIARIRE CON CHI SI HA A CHE FARE. QUESTA E’ LA PEGGIORE DELLE ITALIE POSSIBILI, A NULLA SERVONO INVOCAZIONI PRO-LIFE O PRO-EUTANASIA, TANTO TUTTO SI RISOLVE IN POLITICA SCIATTA E SCIALBA. DA CHE MI RICORDO E’ DAI CASI OLANDESI E BELGI DI FINE ANNI NOVANTA CHE IN ITALIA SI PARLA DI TESTAMENTO BIOLOGICO, E NON SONO BASTATI I LUCA COSCIONI O I GIORGIO WELBY (UN CASO DI SPINA STACCATA IN PERFETTA COSCIENZA SENZA NESSUNA CONSEGUENZA PENALE, AD ESEMPIO). POSSIBILE CHE DOVE CI SIA UN VUOTO LEGISLATIVO, DOVE CI SIA UNA SENTENZA CHE METTA IN DISCUSSIONE IL POTERE DI ARBITRIO DI SPIETATE PERSONE IN CERCA DI CHISSA’ QUALE GLORIA, SI DEBBA SEMPRE INTERVENIRE NELLA PEGGIORE DELLE MANIERE? NO MI DISPIACE, IO NON CI STO E QUESTA COSA E’ LA PEGGIORE CHE POTESSE CAPITARE IN UN PAESE DI MERDA COME IL NOSTRO. LA MIA TESSERA ELETTORALE SARA’ CONSEGNATA ALLA POLVERE ETERNA, FINO A QUANDO NON AVRO’ UN PARTITO IN GRADO DI DECIDERE IN MANIERA CHIARA E NON IGNAVA SUI TEMI ETICI. PERCHE’ ALMENO SU QUELLO, ALMENO SULLA DISPOSIZIONE DELLA PROPRIA VITA VORREI CHE IN QUESTO FOTTUTO PAESE LE COSE FOSSERO CHIARE. MA ANCORA UNA VOLTA, SIAMO DI FRONTE A UN ITALIANITA’, UN FARE SEMPRE LE COSE ALLA MENO PEGGIO CHE PROPRIO, NON SI SA DOVE ANDARE A SBATTERE. QUI LO DICO E QUI LO NEGO: VOGLIO CHIAREZZA. VOGLIO SAPERE COSA SI PUO’ E COSA NON SI PUO’ FARE. E LO VOGLIO CON UN DIBATTITO SERIO E COSTRUTTIVO. ALMENO DOPO SI SAPRA’ DI CHE MORTE SI POTRA’ MORIRE.

Una modesta (ma sensata) proposta per l’uso dei voucher

Un’attenta analisi della CGIA di Mestre ha constatato che i tanto demonizzati voucher, sono stati uno strumento fallimentare nella lotta al lavoro nero non tanto perché sovra utilizzati, ma il contrario. Lo strumento nato per mettere una toppa al lavoro accessorio – occasionale alla fine non viene utilizzato, meglio lavorare direttamente in nero, checché ne dica la CGIL.
Poi d’accordo, in alcuni settori (edilizia e metalmeccanica) sono stati abusati, ma il dato che emerge è che a farne molto uso sono stati artigiani e commercianti senza dipendenti.
Un dato che in molti trascurano, quando si parla di mercato del lavoro, è il criterio dimensionale delle imprese. Porto il mio esempio che è quello di imprenditore artigiano, in una società di persone, settore manifatturiero-metalmeccanico legato all’edilizia. La società di cui faccio parte ha due dipendenti, una part-time e un’apprendista. Se per la seconda, la tipologia di contratto dal punto di vista contributivo è poco onerosa, per la prima il carico è più gravoso. Inoltre, avendo fatto le assunzioni nel 2014 non abbiamo potuto giovare del Job Act.
I piccoli imprenditori, più dei grandi, risentono della schizofrenia del mercato e quello edilizio è in crisi da anni e respira solo grazie agli incentivi e ai contributi sulle ristrutturazioni.
Per le realtà imprenditoriali piccole e soggette a variazioni del mercato del tipo oggi si lavora domani chissà, avere dei dipendenti può diventare una zavorra, nonostante i rapporti siano più personali che non lavorativi e questo è un dato che, chi legifera in materia di lavoro non tiene conto, né ne tengono conto i millantati difensori dei diritti dei lavoratori.
Il voucher, con le dovute correzioni, sarebbe ossigeno puro per la piccola impresa che così non avrebbe gravosi costi del lavoro e potrebbe far fronte a grandi periodi produttivi con “assunzioni” di personale di fiducia, mentre nei periodi stagnanti potrebbe anche solo ridurre l’orario lavorativo senza però mantenere gli stessi oneri previdenziali fissi.
Quali correzioni si potrebbero apportare? La risposta è nel codice civile che negli articoli dal 2222 al 2228 disciplina il lavoro autonomo (si badi bene autonomo NON occasionale). Ebbene il 2225 stabilisce il corrispettivo e, in questi casi la tariffazione del voucher sarebbe ottimale dato che, sulla carta, il buono costa di più rispetto a un contratto ordinario da apprendista (10 euro lordi contro i 7,32 se teniamo conto di questi dati). Dunque legare il lavoro autonomo al voucher potrebbe essere un’eccellente soluzione per la piccola impresa in quanto, nel voucher è presente anche la copertura previdenziale che, il lavoro autonomo normalmente scarica sul prestatore.
In questo modo verrebbero meno i limiti al voucher per committente (2000 euro) e prestatore (massimo 7500 euro) e soprattutto scatterebbero delle tutele perché previste da contratto. I limiti all’utilizzo di questo strumento, di conseguenza, dovrebbero essere legati più al criterio dimensionale dell’impresa (fatturato + giro d’affari + modalità di produzione) che non alla semplice forma della stessa derivante dalla legge. Si potrebbero altresì introdurre scatti di anzianità regolati sul rapporto fiduciario committente/prestatore o addirittura una retribuzione pattuita direttamente tra le parti laddove il rapporto abbia un basamento più che fiduciario. Inoltre occorre prevedere le dovute misure in merito alle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro che gli autonomi hanno totalmente a loro carico ma che in questo caso dovrebbero essere a carico del committente.
Si obietterà che una simile disposizione di fatto sarebbe un rapporto di lavoro subordinato, ma la verità è che si creerebbero dei presupposti sani con rapporti datore di lavoro/lavoratore basati sul rapporto personale e non su una mera base contrattuale. Inoltre, ripetiamo, questa disposizione si baserebbe sul criterio dimensionale delle imprese. Ovvio che una Fiat non potrebbe ricorrere a una formula simile, ma è altrettanto vero che non ci si può basare solo su dei numeri (esempio il fatturato) altrimenti per molti (mia società compresa) si sarebbe da capo.
E’ una modesta proposta, qualcuno ne ha di migliori?

Stefano Bonacorsi

L’Eurobasket ai tempi di Twitter

Certo, può succedere che in un week end come quello appena trascorso, si sia diventati improvvisamente degli abbastanzologi di sport vari, non fosse altro che basket, tennis e ciclismo sono sempre stati sport molto seguiti in Italia. Anzi, il ciclismo è stato sorpassato dal calcio solo negli anni ’70, l’altro ieri. Quello che semmai cambia le carte in tavola sono due fattori: il fatto che l’offerta televisiva è diventata ampia e variegata e la diffusione sui social delle notizie, anche sportive.
Purtroppo per il sottoscritto, il lavoro e il tempo al di fuori di esso, non mi consentono di seguire gli sport che mi piacciono (tra cui basket e ciclismo) quando sarebbero trasmessi in diretta. Inoltre, economicamente parlando, non mi torna utile abbonarmi a una pay tv perché pagherei un servizio che al 90% non uso e, pur apprezzando enormemente i medesimi servizi a disposizione on demand sulle piattaforme on line, o scelgo di guardarmi le repliche in streaming a orari improbabili, oppure più saggiamente dormo il poco tempo che mi resta. Ragion per cui non essendo maniacale come quelli de La Giornata Tipo, non mi restano che i social network, Twitter in testa, e le immagini ritagliate sui siti specializzati.
Tuttavia esprimo un disappunto, chiamalo se vuoi vezzo patriottico, legato alla trasmissione degli eventi sportivi in tv. I diritti tv dell’Eurobasket 2015 sono di Sky, mentre U.S. Open e Vuelta di Spagna sono di Eurosport, che appartiene al gruppo Discovery ed è visibile sulle piattaforme di Sky e Mediaset Premium, ma non in chiaro. Tuttavia, per interesse nazionale, la finale tra Flavia Pennetta e Simona Vinci è stata trasmessa in diretta e in chiaro su Deejay Tv, sul canale 9, recentemente acquistato dal gruppo Discovery dal gruppo L’Espresso, sbarcato sulla tv generalista. Lo stesso non è accaduto per la Vuelta, ma si sa che l’unico altro competitor per il ciclismo è la Rai (interessata però solo a Giro d’Italia e Tour de France), la quale per la Vuelta ha dimostrato di non essere sempre sul pezzo.
Di recente anche l’altro canale musicale, MTV, situato in posizione da tv generalista (i canali che vanno dal 1 al 9 del telecomando) ha subito un cambio di proprietà ed è finito nelle mani di Sky, la quale è già presente in chiaro con Cielo e SkyTG 24. Su Cielo s’è avuta la possibilità, lo scorso anno, di seguire in chiaro alcune gare di interesse nazionale delle Olimpiadi invernali di Soci 2010, esclusiva di Sky. Sullo stesso canale è possibile vedere in chiaro anche le dirette (o solo le differite non ho capito) della Moto Gp (ma non della F1 perché divide i diritti con la Rai) e di recente questo avviene anche sul canale 8. A breve, sempre su MTV sarà possibile vedere in chiaro le differite della nazionale italiana di rugby, impegnata nella Coppa del Mondo in Inghilterra nelle prossime settimane.
Ora, io non so se la Federazione Italiana Rugby abbia fatto pressioni affinché ci fosse la possibilità di vedere in chiaro le partite della manifestazione iridata (un po’ come quando La7 trasmetteva la differita degli incontri del 6 Nazioni), o se si tratti di una scelta commerciale di Sky per introdursi al meglio nella tv generalista. Non sto nemmeno  a fare il patriota che vorrebbe le manifestazioni internazionali sempre trasmesse dalla Rai, la quale in quanto azienda avrà avuto i suoi motivi per non cercare di accaparrarsi a tutti i costi l’Eurobasket; anche perché come servizio, la Rai ha solo il pregio dell’essere pubblico, ma la qualità è spesso pessima, oltre a dare l’impressione, spesso, di trasmettere in quanto non c’è nessun altro disposto a farlo.
Tuttavia vorrei sottolineare che l’Eurobasket vede la partecipazione, fino a oggi carica di soddisfazione, della nazionale italiana. Per quale motivo non avviene ciò che diversamente avverrebbe col calcio, e cioè che la nazionale viene trasmessa in chiaro? Non discuto della politica commerciale di Sky, che il suo ottimo servizio lo fa pagare, ma la Federazione Italiana Pallacanestro, proprio nulla poteva chiedere in questo senso? Neanche un servizio come quello per la nazionale di rugby? Io avrei visto volentieri anche una differita…
Ribadisco che non discuto delle scelte aziendali del gruppo Discovery che ha scommesso sull’audience potenziale della trasmissione in chiaro della finale Pennetta vs Vinci; o di Sky che è padrona di cosa trasmettere in chiaro e cosa no. Discuto semmai di una federazione che millanta visibilità per il movimento e poi, nel momento in cui questo avrebbe una visibilità ancora maggiore rispetto a gara 7 della finale Scudetto trasmessa da Rai 3 lo scorso giugno, non fa sentire la sua voce. Poi magari ci sono cose che non so. Oppure capiterà che se, come si auspica, la nazionale passerà i quarti, potremmo vedere e sentire Flavio Tranquillo fare la telecronaca in diretta su MTV. Vedremo.
Intanto mi godo le dirette su Twitter e gli spezzoni sulla rete. Come si dice dalle mie parti, piuttosto che niente…