la mia teoria sui Guns n’Roses,

Una truffa. E non ci sarebbe altro da aggiungere. La seconda più grande dopo i Sex Pistols, con la differenza che, almeno quelli, sono durati poco, e neanche hanno avuto bisogno di giustificare le loro reunion con proclami farsa. L’hanno sempre detto, a mo’ di Frank Zappa: siamo qui solo per i soldi.
Per me è tutto finto, litigi compresi, prova ne sia il fatto che ogni qualvolta che uno, tra Axl Rose e Slash (che due soprannomi del piffero, lo posso dire?) buttava fuori qualcosa, subito era un fiorire di cd di “Apetite for destruction” e “Use your Illusion” I e II sui banchi dei negozi di dischi e un pullulare di gadget griffati “Guns n’roses”. E vogliamo parlare dell’editoria in merito? Libri, biografie, inchieste più o meno lecite (i più quotati sembrano quelli di Ken Paisli che ho avuto modo di sfogliare in varie librerie senza mai acquistarli) che altro non hanno fatto che gonfiare a dismisura il mito di una band che sì, avrà pur fatto un disco epocale (non si discute), ma a conti fatti è una congregazione di musicisti talentuosi in posa perenne, buona solo a far parlare di sé  e non della propria musica, argomento per i gossippari del rock, più interessati neanche ai retroscena ma al pettegolezzo fine a sé stesso. Già me li vedo Axl, Slash e compagnia rombante a ridersela di gusto, magari aprendo l’ennesima bottiglia di Jack Daniels in realtà piena di the alla pesca, guardando il loro home banking ed esclamando “li abbiamo fregati ancora!”. Mi facciano il piacere loro e i loro funs. La verità è che il pettegolezzo, che ogni volta rigonfiava le vendite e i conti correnti a suon di royalties, non bastava più. Tre milioni di dollari a componente per concerto si dice. E parlano di lasciarsi alle spalle 20 e più anni di screzi? A momenti risultavano più credibili Perù e Renzulli quando hanno riunito i Litfiba con la differenza che, almeno loro, dopo un disco e un tour trascurabile ma di successo, hanno voluto celebrare la formazione storica. Ci sarà posto anche per Izzy Stradlin e Steven Adler?
Comunque, se rancori veri ci fossero stati, avremmo visto molte meno scenate. I Creedence Clearwater Revival ne sono un esempio. E anche le barbe degli ZZ Top sono lì a dimostrare che il rock è un altra cosa. Altro che i milioni.

Jack

mi sono rotto

“in verità vi dico che […] vi sarà in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede
che per nonvantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento” (Luca 15, 7)”
io mi sono rotto. mi sono rotto degli irresponsabili, non di quelli che votano Grillo, non di quelli che hanno rivotato Berlusconi, ma di quelli che hanno votato Bersani. anche io sono tra quelli (in realtà avrei voluto votare Giannino, ma sapete com’è andata), dovrei essermi rotto pure io di me stesso. e invece no. io non mi sono rotto, perché so il perché si è perso. perché non si può portare avanti una politica così, non si può arginare il nuovo, non si può riciclare continuamente se stessi, non si può dare continuamente la colpa agli altri. sapete che c’è, voi che non capite perché Berlusconi ha rimontato in pompa magna? voi che non capite perché in così tanti lo votano? voi che pensate di avere l’intelligenza assoluta? c’è che non capite nulla, ecco che c’è! c’è che non capite che nel momento in cui il cavaliere rimontante per l’appunto rimonta, il vostro caro leader, così tanto di sinistra e così tanto competente (sappiatelo, io ho votato Renzi alle primarie) ha fatto di tutto per perdere le elezioni. non capite perché tanta gente (anche intelligente, ne conosco parecchi, smettetela di fare gli spocchiosi) crede alle promesse di questo eterno buffone? perché il vostro caro leader non è nemmeno capace di farne di promesse! statevene lì, fingete di non capire, pensate sempre che gli altri sono peggio di voi, pensate pure di avere il monopolio dell’astuzia e dell’intelligenza ed ecco che avrete dei leaderini incapaci di vincere anche quando si è già vinto! mi avete rotto! siete incapaci di ogni critica, di ogni ragionevolezza. per voi il male è uno solo, non pensate che bisogna guardarsi un po’ in casa propria. se Berlusconi è ancora lì, se è risuscitato dopo che è stato dato per morto fin troppe volte, è perché una mandria di incapaci non ha saputo arginarlo. e non ha saputo cogliere chi poteva batterlo sul suo stesso terreno. a voi la verità spaventa. voi volete la purezza etnica della sinistra. beh, io vi dico che è ora di svegliarsi! mi sono rotto, da ex militante, di questa intellighentia. da che mondo è mondo i voti si spostano e devi saperli catturare, Bersani è stato capace di perderne tre milioni e mezzo, che sono andati al Movimento cinque stelle! Berlusconi ha solo arginato e recuperato sull’emorragia di voti che aveva il suo partito di cartone (ringraziate che non ha giocato a vincere, ma solo a rincorrere), il Pd con il caro leader Bersani, ha disperso in ogni dove il suo vantaggio! e questo perché? perché ha disprezzato i voti che sarebbero potuti arrivare dai delusi di Berlusconi (e che lo hanno rivotato turandosi il nato), perché, esattamente come buona parte dei suoi elettori che si chiedono come sia possibile votare uno così, ha ritenuto che non fossero voti di sinistra duri e puri! e allora sapete che vi dico? voi vi meritate Berlusconi più di tutti (e ve lo dico qui: preferisco la sua nullafacenza al fanatismo di Grillo). Anche perché sapete un’altra cosa? Berlusconi, volente o nolente, è un leader, capace di rassicurare gli animi anche mentendo. Bersani, non sa rassicurare nemmeno una formica. Il voto, cari miei, si da a chi ti da più sicurezza, non il contrario (Bush negli Usa ne fu un esempio lampante). Cinque anni fa non ho votato e mi presi del Berlusconiano solo per aver ammesso di non sentirmi rappresentato da nessuno e quindi di non voler scegliere neanche il meno peggio (e il fatto che all’epoca fossi un militante mise in evidenza un’incoerenza di fondo ma tant’è). Quest’anno ho votato e l’ho fatto dalla vostra stessa parte, avete critiche che reggano? Per quanto non mi piaccia, Berlusconi è ancora il leader di questo paese (se mai ha smesso di esserlo), capisco chi lo ha votato e non lo disprezzo neanche un po’. Se voi non sapete fare i conti con voi stessi e la vostra supponenza fatti vostri, vi lascio nel vostro brodo di intelligenza suprema a godervi Bersani e i vostri inutili perché. a me m’importa ‘na sega.

Jack

dalla diretta di San Giovanni…

arrivo a casa dopo una piacevole giornata in compagnia di cari amici e, nel farmi una cena approssimativa davanti alla tivù della cucina che riceve quattro soli canali del digitale terrestre (da queste parti si riceve come ai tempi dell’analogico: di merda), incappo mio malgrado in quel san remo in salsa rossa che è il concertone del primo maggio.
se l’horror passasse in prima serata, farebbe meno danni. assisto a una di quelle puttanate da paese di provincia, un orchestrina diretta da Mauro Pagani che rivisita in chiave classica (!) alcuni classici del rock internazionale. e già il fatto che debbano fare ‘sto tributo… vabbeh, complessi d’inferiorità che non ci passeranno mai, ma almeno li facessero in maniera decente e non come se si trattasse di un stramba cover band sinfonica! primo pezzo “Kashmir” dei Led Zeppelin con Raiz alla voce che pare un muezzin con seri problemi di catarro. roba da far rivoltare Jimmy Page nella tomba, non fosse soltanto che non è ancora morto… andando avanti, sono sicuro che a Keith Richards sono fischiate le orecchie quando avrà sentito la sua “Jumpin’ Jack Flash” suonata con l’effetto di “Money for nothing” dei Dire Straits, e cantata da un’Elisa che manco una bambina al suo primo saggio di canto avrebbe cantato in quella maniera. fiacca, moscia e triste. si chiude (spero) con una “Purple Haze” cantata direttamente da Pagani. domanda: ma perché non si limita a suonare che è bravissimo? perché guasta tutto con quella vociaccia e quella interpretazione da finto duro… suonavi nella Pfm e con De André su… non ne hai bisogno! e poi l’arrangiamento con gli archi l’avevano fatto molto meglio i Quintorigo a suo tempo, e spaccava il culo, mica l’assolo irish che hai buttato lì…. a seguire Francesco Pannofino, Emanuela Rossi, Marco Presta e quello splendore che è Virginia Raffaeli (si può dire che guardo il concerto solo per quello) si sono esibiti in un reading con frasi fatte… a parte la retorica, che al primo maggio (ma anche a san remo) non manca mai, ma… glie l’ha detto nessuno che un reading davanti a centomila persone non regge, non se lo fila nessuno? è Piazza San Giovanni, mica l’Ariston… e comunque anche le presentazioni somigliano sempre più a quelle della città dei fiori… e tolti tutti i discorsi socio-impegnati-dovuti dal contesto, mi ci gioco la camicia che hanno citato i roadies morti nei concerti di Jovanotti e della Pausini, che parlano del precariato nel mondo dello spettacolo, della previdenza inesistente… finisco queste righe ascoltando distrattamente Caparezza… mi chiedo se senza tutto il carrozzone teatrale il suo set reggerebbe uguale… che tristezza il concertone!

Jack

p.s.: ecco come dovrebbero essere i proclami del primo maggio!