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Ritorna la rassegna ad alta quota, 2021 edition, nuovi formati. E un saluto ai lettori…

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Ho trascorso i primi giorni dell’anno senza leggere nulla, niente giornali, non ho aperto i social, ho basato solo a riassestare e a riordinare la vita che normalmente non leggete qui (oltre a guardare film). Sono stato meravigliosamente bene, tuttavia la realtà mi richiama e tra qualche giorno rientrerò nel girone dei lavoratori a pieno titolo. Ne ho approfittato anche per aggiornare il blog e lanciare l’edizione 2021 della Rassegna ad Alta Quota, di modo che finalmente darò un po’ di soluzione di continuità al mio operare giornalistico. Qui sotto il podcast che sarà, vi avverto, il formato con cui ce ne usciremo più di frequente, soprattutto per la facilità di realizzazione rispetto ai video che, come detto anche nella rassegna, ci saranno, ma saranno meno frequenti e più riepilogativi.

Ci si legge e, soprattutto, ci si ascolta! Buon 2021!

Appunti della notte

La giornata sui giornali vista dalla Rassegna ad alta quota

Chiedo venia, ma un cambio di piani ha fatto saltare la rassegna di oggi. Pazienz, ho a malapena sfogliato le pagine di provincia, tanto le mie giornate in queste fasi sono abbastanza complesse. Tuttavia, nel quarto d’ora che ho avuto a disposizione un’idea me la sono fatta su quel che avrei potuto in questo post.

E allora ritorno sull’incidente di Nonantola, ne ho già parlato ieri, speravo d’essere smentito oggi, ma ancora le narrazioni non mi convincono. La Gazzetta di Modena in particolare punta il dito sulle male parole girate attorno ai gemelli responsabili dell’incidente. Eppure il giorno prima si presupponeva che fossero quanto meno alticci e che avessero fatto almeno una bravata quale il tentato furto. Apparso il fatto che si appoggiassero allo zio, scomparso lo sfratto di qualche mese prima. Bravi ragazzi, onesti lavoratori. E allora perché quella fuga? La cronaca se la prende con la strada pericolosa e poi, adesso, è colpa dell’altro guidatore, il compagno della madre della bambina morta, che andava a cento all’ora su una strada dove il limite era dei cinquanta, come riporta il Carlino. Non lo so, da un giorno all’altro le versioni cambiano e, a mio modesto parere, in maniera sbilanciata. Ma del resto, nella provincia estrema del Paese dove l’ex presidente della Camera dei Deputati, si inginocchia a mo di Black Live Matters, ci si può aspettare di tutto. Le narrazioni deviate nascono in periferia, non in centro città.

Spostandoci in alto l’Appenino torna terra di conquista e, con l’avvio vero e proprio della legislatura, i consiglieri di opposizione nell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, cominciano a farsi vivi e a supplire all’assenza di un consigliere eletto sul territorio. L’ex sindaco di Vignola Simone Pelloni in quota Lega, e il plenipotenziario di Giorgia Meloni in Emilia, Michele Barcaiuolo, hanno sollecitato interventi in montagna, il primo sollecitando la riapertura dei centri prelievi a Sestola, Riolunato e Fiumalbo (ne avevamo parlato in rassegna), il secondo incalzando la giunta sui danni da dissesto idrogeologico in Appennino dopo il maltempo dei giorni scorsi.

La montagna dunque, torna al centro dell’attenzione, peccato che ci torni senza persone del territorio, ma l’opposizione ha da farsi le ossa per diventare sempre più credibile alternativa, e se per una volta chi arriva dalla pianura mostra attenzione, potremmo dire che forse, ma restiamo scettici, è la volta buona. Di sicuro, con queste premesse, il post Covid per chi ha promesso il mare ai monti, non inizia benissimo.

La Rassegna ad alta quota…

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Rullo notturno

Integrazione serale alla rassegna ad alta quota del 28 maggio 2020

Ed eccoci all’integrazione della rassegna, oggi non possiamo chiamarla diversamente, potremmo parlare del calcio che finalmente riparte ma preferiamo proseguire sul filone locale, in realtà non faremo molto se non proporvi la diretta de Il Punto di Gianni Galeotti su La Pressa. Un bell’excursus di ciò che è accaduto oggi a Modena e in regione e che fa il paio con l’articolo, che oggi ho già condiviso ma che ripropongo in link sulle ambizioni di Godot-Bonaccini, alias, da queste parti, il Presidentissimo. Aiuta a capire, soprattutto per chi non vive a Modena o in questa regione, le dinamiche di potere caratteristiche di questo territorio. Il video condiviso dev’essere giocoforza accompagnato dalla lettura dei dati sulle Case di Riposo per anziani in regione e ad un’altro punto, quale la speranza che su questa strage non cali il silenzio come nel caso di Bibbiano.

Un’integrazione “pressata” questa sera, ma non potevamo fare altrimenti, l’avevamo accennato già durante la conclusione della nostra diretta di oggi. D’altronde alle volte, non c’è modo migliore per capire un paese, che non quello di scoprirlo nella sua provincia più remota, per poi scoprire che è da lì che partono gli usi e costumi di una nazione. Buonanotte.

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Turismo, la Riviera riparte. L’Appenino no.

La montagna batte un colpo ma non è da parte di chi governa. Ma non è che chi sta dall’altra parte si stia muovendo per sollecitare interventi. Mentre infatti si assiste, per lo meno in pianura e in pedemontana a un sostegno generalizzato alle attività produttive, indipendentemente dal colore delle giunte, in Appennino l’impressione è che si rimanga fermi in attesa di capire… [continua a leggere su La Pressa]

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Pavullo, odissea Carrai: una viabilità da sempre appesa a un filo

ahi ahi ahi, la fila sul Carrai! Potrebbe essere il tormentone estivo dell’estate pavullese, soprattutto ora che, da ormai due settimane a questa parte, un semaforo e un senso unico alternato, scandiscono il traffico nel tipico tappo della viabilità frignanese. E torna oltremodo d’attualità l’annoso problema dell’assenza di una circonvallazione credibile che possa permettere di attraversare il capoluogo appenninico senza perdere mezz’ora tra cantieri e semafori, manco si fosse sul grande raccordo anulare dell’imitazione di Antonello Venditti fatta da Corrado Guzzanti… [continua a leggere su La Pressa]

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1+1=? (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 18 maggio 2020)

E’ quasi l’ora di darvi la buonanotte e sono ancora qui che devo aggiornarvi. Il fatto è che le notizie sono tristi o per lo meno non sono allegre come si vorrebbe, ma del resto abbiamo spostato l’attenzione dalla cronaca alla narrazione della cronaca e oggi abbiamo visto come certi titoloni siano più o meno ottimisti. Da queste parti, un po’ per patriottismo di testata, un po’ perché ci piace l’onestà intellettuale, preferiamo andarci cauti. La sensazione è che molti vogliono sperare ma il presente li spaventa, e li spaventa a morte. Se fate un giretto sulla home de La Pressa avrete modo di avere un quadro definito di questo primo giorno di fase 1+1, un giorno a metà tra la gioia di riaprire e la paura di uscire, tra i timori della seconda ondata e la speranza di farcela. Cose che leggeremo sui quotidiani domattina e che vi racconterò dal mio collegamento quotidiano, ma che si confondono tra una narrazione purtroppo celebrativa del governo regionale, e quella della cruda realtà. Come se stesse scendendo di livello quello scollamento dalla realtà che oramai è una costante nel governo nazionale ma che paurosamente si sta avverando anche qua in Emilia-Romagna. Mi auguro che i fatti mi diano torto, ma la sensazione è questa, e cioè che a fronte di un racconto che viene narrato a lieto fine, ci ritrovieremo in realtà con ben altri esiti.

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Tre indizi per una prova (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 10 maggio 2020)

Si dice che tre indizi fanno una prova, ragion per cui abbiamo la prova di essere in una società deviata, o per lo meno, abbiamo la prova che la percezione della società e della giustizia sociale non è uguale per tutti, in modo particolare per chi tiene le redini della narrazione quotidiana di ciò che accade. Non a caso, infatti, ogni giorno viene denunciato il giornale unico, il telegiornale univoco e ogni giorno sui social esprimere un’opinione è un atto temerario. Vediamo dunque i nostri tre indizi.

Il primo è un articolo di Davide Cavaliere su Caratteri Liberi che ben descrive l’attuale collocazione tra il bene e il male nella narrazione politica. E se è vero che la sinistra viene narrata come il baluardo in difesa del bene, è opportuno aggiungere che hanno messo un carico da undici nel costruirne la narrazione.

Il secondo indizio è un articolo di Massimo Del Papa su Lettera 43 che spiega lo stato delle cose per quello che concerne la realtà dei disabili. Definire la questione una Caporetto assoluta è usare un eufemismo, ma tant’è. Anche qui, siamo sommersi da una narrazione tremenda, che tutto va ben madama la marchesa, il presidente col ciuffo e le sue innumerevoli task force di esperti hanno tutto sotto controllo. Proprio tutto. Eh già.

Il terzo indizio è il punto che Giuseppe Leonelli, direttore de La Pressa, fa relativamente alla questione degli asili nido esternalizzati a Modena, facendo notare che, in campagna elettorale, il Presidentissimo aveva detto che sarebbero stati gratis in tutta la regione. Certo, la notizia non è passata inosservata sui quotidiani locali, che ricordiamolo, influenzano molto l’opinione pubblica con risvolti anche a livello nazionale, ma solo un giornale fa notare il contrasto in termini di parole e fatti, tra un presidente di regione, e un sindaco, tra l’altro ex assessore proprio di quella regione, che sono guarda caso dello stesso partito.

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Mobilità e tecnologia, gli investimenti indispensabili per la Montagna

Per l’Appennino si prospettano giorni di cambiamenti che, in breve tempo potrebbero portare a benefici per il territorio. E’ notizia di questi giorni infatti, che la Regione Emilia Romagna abbia stanziato un fondo perduto di dieci milioni di euro per incentivare il ripopolamento delle aree montane. Contributi fino a 30.000 euro per singoli o coppie che vogliano acquistare o ristrutturare una casa, senza però fare consumo di suolo… [continua a leggere su La Pressa]

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Coronavirus, la linea di Bonaccini non fa che legalizzare l’esistente

C’è qualcosa che non torna nell’ordinanza che grazie a Dio, allenta finalmente il lockdown, con misure meno stringenti rispetto a quelle del governo.

Tralasciamo il fatto che l’andare oltre all’esecutivo in Emilia-Romagna, seconda regione per contagi e per morti, faccia meno rumore rispetto alla Calabria, regione nella quale l’emergenza è stata più che contenuta, fingiamo per un attimo che la polemica, soprattutto giornalistica, non sia alimentata dai diversi orientamenti politici delle due giunte rispetto al governo centrale…

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Quel che non ci siamo detti (integrazione alla rassegna ad alta quota del 1 maggio 2020)

Nell’impostare le rassegne che verranno, giocoforza l’aggiornamento serale o sarà su un tema libero oppure sarà l’integrazione di ciò che non ci siamo detti durante la diretta. Oggi non abbiamo ad esempio guardato le prime pagine dei nostri quotidiani locali di riferimento e, a onor del vero, nemmeno abbiamo fatto un excursus tra le notizie Covid o anche solo quelle riferite a Modena città. Va bene, ci siamo persi nell’ennesima polemica da I maggio, ma di mio, mi sono sentito in dovere di sollecitare di nuovo l’attenzione sull’arte.

E quindi? Beh, oggi non abbiamo detto che ci sarà l’obbligo di mascherina in Emilia Romagna, cosa che avevamo auspicato già tempo fa, però vi rimandiamo a La Pressa per quello che riguarda l’ordinanza regionale che integra il Dpcm del 26 aprile scorso. Poi per il resto non abbiamo parlato del conflitto Stato-Regioni sulle riaperture, con la Calabria della presidente Santelli, che vuole andare oltre alle regole governative ed è quella che fa più rumore ma, come nostra consuetudine vi mostriamo una foto interessante di due regioni, Emilia Romagna e Marche, che sono collocate tra quelle filo-governative (e quindi rosse o Pd), nelle quali si va ben oltre i provvedimenti di Giuseppi ma, misteriosamente, non fanno lo stesso rumore mediatico che fa la Calabria, che pure ha avuto molti meno contagi e meno morti. Il solito mistero buffo della narrazione unica, della quale però, ho la netta impressione che gli italiani si stiano stufando.

Diciamo che da queste parti…

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