Indagine di mercato

newsletter

Mi sono posto una domandina in questi giorni: a quanti piacerebbe ricevere una newsletter de “Il Sale della Terra” nella propria casella email? Si badi bene, un conto è l’aggiornamento serale con la rassegna ad alta quota e i link più o meno gratuiti segnalati (e non messi in rassegna) un’altro è invece una newsletter con commenti e soprattutto approfondimenti dedicati. Un po’ perché in rassegna non ci posso far stare tutto, già mi vengono chilometriche perché mi ci perdo in mezzo; un po’ perché comunque l’approfondimento non è una cosa che puoi rinchiudere nello spazio di venti righe che scrivi alla sera quando riediti un video che si sono già sciroppati in alcuni. E a poco serve, in quel caso, una foto accattivante.

Gli approfondimenti non sarebbero solo locali ma anche nazionali o internazionali, però non avrebbero una cadenza giornaliera, mi sarebbe impossibile, soprattutto in vista di una riapertura dove comunque dovrò dedicare del tempo al mio lavoro principale. Pensavo a una cadenza lunedì-mercoledì-venerdì, in modo da darle un senso.

Un particolare importante è che però non sarebbe gratis. Io di mio, per il mio sapere quotidiano acquisto diversi giornali ed è affar mio. Di tanto in tanto collaboro con le testate di cui sapete, La Pressa e Caratteri Liberi, e lo faccio a titolo gratuito in quanto cronista dopolavorista e anche perché queste testate non sono corazzate editoriali che possono ricompensare al di là dei grazie, chi scrive per loro. Caratteri Liberi poi, credo che sia tutta fatta da dopolavoristi tra l’altro…

Ragion per cui, questa iniziativa non sarebbe gratuita. Ho inserito di questi tempi la possibilità di avere la pubblicità nei post e nel blog, oltre al pulsantino di pagamento a offerta libera per chi volesse sostenere questo blog. La rassegna ad alta quota la volevo fare da tantissimo tempo poi l’emergenza Covid-19 mi ha dato la possibilità di farla in modo da offrire un servizio anche di volontariato nel mio piccolo. Siccome però il giornalismo mi piace, ma richiede tempo, una newsletter per abbonati la farò solo se avrò un numero minimo di persone interessate (parto da 10) che saranno disposte a pagare via Paypal un contributo di 3 euro per un abbonamento settimanale, 10 euro mensili o 100 euro annuali.

Si badi bene, questa per ora è un indagine di mercato, quindi per ora le cose restano come sono: rassegna ad alta quota alle 14,30 su Facebook e aggiornamenti serali intorno alle 21,00. Se ci saranno i numeri si partirà, diversamente si continua a fare come adesso.

Stay Tuned.

Viaggio nel Frignano sospeso: l’astuccio di Giorgia*

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*per ragioni sclero-tecnico-autoreferenziali ho voluto mettere il titolo che mi sarebbe piaciuto vedere pubblicato anche sul giornale. Che è leggermente diverso come potrete vedere quando il link vi rimanderà a La Pressa.

Continuiamo il viaggio nel Frignano sospeso, perché se per il sottoscritto lo stop è iniziato lo scorso 25 marzo per alcuni dura da parecchio, da prima ancora che il governo facesse il primo giro di lockout. Giorgia Malagoli 41 anni, da 15 è titolare della Cartoleria l’Astuccio di Serramazzoni, ci racconta la sua vicenda. “Io sono una delle tante attività completamente chiuse e ahimè a reddito zero. Non potevo lavorare e neanche consegnare a domicilio, solo aspettare”… [continua a leggere su La Pressa]

Rassegna ad alta quota del 21/03/2020

Rassegna ad alta quota che è stata interrotta per inconvenienti tecnici. Tuttavia mettiamo i link delle segnalazioni che avremmo fatto, un articolo di Dagospia (in realtà di Libero) sul dopo Covid-19, le modalità sudcoreane di gestione del contagio (contenuto a pagamento su Repubblica sezione Rep, ma ve la cavate con 1,50 € a settimana) e come stanno vivendo la situazione in Germania (articolo di Lettera43). Inoltre segnaliamo il punto di Gianni Galeotti su La Pressa mentre il video lo potrete reperire sulla nostra pagina Facebook. Fuori rassegna linkiamo anche l’articolo di Camilla Conti su La Verità relativo alle chiusure dei supermercati. Infine la solita Zuppa di Porro, anche se oggi sono in disaccordo per quanto dice all’inizio. Se avete tempo ascoltatevi (oggi che non c’è La Verità alle Sette) anche #magliestrette sulla pagina Facebook di Maria Giovanna Maglie che non guasta. Buon ascolto.

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Coronavirus, la responsabilità di chi fa sacrifici… nonostante Conte

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Si deve stare in casa, guardiamo il mondo dai social, i tanto vituperati social che però sono rimasti la nostra unica finestra sul cortile. A meno di non incappare in un bug, i contatti sono più sicuri lì. Un po’ come nella canzone 2030 degli Articolo 31, quando si riferiva che in quell’anno (ohi, ne mancan dieci!) il sesso virtuale sarebbe stato più salubre…[continua a leggere su La Pressa]

Sulla via dell’Emilia

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Mettetela come vi pare, ma le elezioni del 26 gennaio in Emilia-Romagna, non saranno, per forza di cose, solo un elezione locale. Prova ne sia il fatto che ieri sera, su Rai Tre, i principali sfidanti per la Regione, Stefano Bonaccini, presidente Pd uscente della Regione, e Lucia Borgonzoni, candidata in quota Lega per il centro destra, si sono confrontati in diretta da Bianca Berlinguer al suo programma Cartabianca [continua a leggere su Caratteri Liberi]

Rassegna ad alta quota del 30/08/2019- Cosa vi siete persi

giornalismo-giornali

Se non siete andati in edicola, se volete passarci, se non volete andarci ma state per andare a fare l’aperitivo al bar, o ancora, se stasera nel far tardi volete portavi via il giornale vecchio che il vostro barista di fiducia diversamente butterà; troverete ben tre pagine sulla Gazzetta di Modena di Appennino, due dedicate al mondale di volo a vela che verrà inaugurato all’aeroporto Paulucci di Pavullo domani 31 agosto e terminerà il 14 settembre. Anche il Resto del Carlino di Modena dedica quasi l’intera pagina dell’Appennino alla kermesse degli alianti, con una bella intervista al presidente dell’Aero Club di Pavullo Roberto Gianaroli.

La cronaca più spiccia invece riporta atti di vandalismo alla chiesa di Braglie nel comune di Zocca (pagina 23 della Gazzetta di Modena) e un infortunio durante un’escursione a Madonna dell’Acero (appennino bolognese però, comune di Lizzano in Belcedere).

Per oggi è tutto. Buona serata e buona lettura.

Fonti cartacee: Gazzetta di Modena e Resto del Carlino

Link: La Pressa, Modena Today

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Rassegna ad alta quota. Presentiamoci.

giornalismo-giornali

Comincia oggi un nuovo spazio su queste pagine. Chi mi conosce e mi segue da anni nelle mie scorribande da blogger, sa che da queste parti ci siamo dilettati col giornalismo. A fasi dilatate e alterne condivido qui sopra gli incipit per Caratteri Liberi e per il quotidiano locale La Pressa (provincia di Modena per chi si fosse sintonizzato solo ora, nel link l’ultimo contributo fatto perché non sempre riesco a condividere in tempo), sempre più saltuariamente pubblico opinioni personali o slanci poetici.

Siccome il giornalismo è rimasta una passione forte, di recente mi sono appassionato a rassegne stampa come la Zuppa di Porro, La Verità alle sette di Daniele Capezzone via Twitter, e seguo più raramente la rubrica Facebook di Maria Giovanna Maglie #magliestrette.

Nel mio piccolo con questo piccolo blog, ho deciso di fare anch’io una rassegna stampa, nei limiti del possibile, soprattutto nei limiti temporali. Non sarà dunque una rassegna a colazione, semmai una sintesi giornaliera di ciò che si è visto sui quotidiani locali cartacei (Gazzetta di Modena e Resto del Carlino) e web (La Pressa e Modena Today, con qualche excursus anche su altre testate online). Ma c’è di più, e cioè c’è il fatto che ci concentreremo prevalentemente sull’appennino, in quanto la provincia, nelle rassegne stampa è pressoché assente, e sulle testate on line latita per mancanza di corrispondenti (ma più che altro di quattrini per foraggiare gli stessi). Una rassegna locale, che giocoforza avrà pochi lettori, ma che farà si che gli stessi, che magari non vanno al bar, non comprano abitualmente il giornale o non dispongono di un abbonamento on line, non guardano le reti locali o non le ricevono, ma che utilizzano internet e magari i social possano godere di una piccola rassegna locale dei loro territori. Un piccolo servizio a cui se vorrete, potrete donare un contributo volontario nelle modalità che verranno indicate di volta in volta.

Non è l’unica novità che riguarda questo piccolo blog ma è la prima che partirà. A breve la prima mini rassegna. #staytuned!

 

Alcune novità

Come potete vedere, ho aggiunto due pagine nella sidebar del blog, una sulle mie credenziali, l’altra in sostituzione della colonnina dei link, perché le visualizzazioni dinamiche di Blogger non consentono di averla. Nella pagina dedicata ai siti che seguo troverete un elenco in continuo aggiornamento ma, come specificato, le cose più interessanti saranno condivise direttamente sulla home page (come capitato per due post di Massimo Del Papa). Come sempre auguro una buona lettura.

Stefano

preambolo

e così Splinder ha chiuso, senza aspettare che Jack compisse il suo primo lustro. da ieri non trovate più il vecchio “The Jack Tempesta’s Chronicles”, mentre l’isola della tempesta dovreste ormai sapere dove trovarla, con tutti i vecchi post (con data accanto) e qualcosina di nuovo. che ne è stato del vecchio Chronicles? è stato salvato, pagina per pagina ed è sul mio disco fisso ad aspettare di prendere una nuova forma. nel frattempo posso darvi un titolo e un preambolo. il titolo è “The Jack Tempesta’s Chronicles- autobiografia di un blog(ger)” e il preambolo è il seguente:

“Chi è Jack Tempesta?
Mi presento: mi chiamo Stefano Bonacorsi e di mestiere non faccio lo scrittore. Questo non è il mio primo libro, bensì il secondo, anche se ho iniziato a scriverlo molto tempo prima del precedente.
Questo che state leggendo è il preambolo necessario di una raccolta di scritti, più precisamente la raccolta dei post del mio blog sulla piattaforma di Splinder, intitolato “The Jack Tempesta’s Chronicles”. Si tratta di un blog che ho aperto a gennaio del 2007 e fino a novembre 2011 ha totalizzato più di diecimila visite. Non molte in realtà, ma per un piccolo blog di un modesto blogger di provincia, sono comunque tante. Il motivo per cui riporto tra queste pagine gli scritti in questione sta nella chiusura della piattaforma e di conseguenza del blog.
A essere onesti, avrei potuto proseguire l’intera avventura su di un’altra piattaforma, ma la pigrizia tecnologica e soprattutto la lentezza di certi procedimenti, mi hanno fatto desistere, o megli o mi hanno fatto dirottare su un progetto di raccolta. Lo scopo è quello di conservare quanto il mio Blog ha avuto da dire in questi anni (e quindi quanto ha avuto da dire il suo autore) e di renderlo accessibile anche a chi non lo ha potuto visitare in tempo.
In queste pagine troverete dunque una sorta di greatest hits dei miei scritti per il web. Non tutti, ve lo anticipo. Alcuni riletti sono imbarazzanti, altri tremendamente ingenui, altri ancora datati. Alcune cose poi sarebbe stato meglio non scriverle, ma tant’è, il danno è fatto e quelle scorreranno alla deriva delle reti telematiche, in attesa che qualcuno le peschi (e le posti). Principalmente ci sarà spazio per la poesia, le riflessioni intimiste, la politica trattata in maniera semiseria, un po’ di sport e poco altro. Il tutto selezionato da me a mio insindacabile giudizio.
Prima di continuare però occorre spiegare perché Jack Tempesta.
Innanzi tutto Jack, è il classico nome da eroe, per lo meno uno dei più in voga di sempre, e poi suona abbastanza bene. Tempesta è legato al desiderio di scuotere, di far riflettere. Insomma le due cose coniugano una, il sogno di bambino di essere un eroe; l’altra il sogno tardoadolescenziale di essere un sovversivo, un rivoluzionario e un intellettuale. Non sono riuscito in nessuna delle quattro cose appena elencate, ma mi sono divertito.
Jack Tempesta è nato come rapper, un rapper che conosco solo io (e nei post che leggerete, questa spiegazione ci sarà) poi è diventato il nickname del mio primo indirizzo e-mail. Due cose mi hanno chiesto a riguardo: se c’entrava il Jack Frusciante di Enrico Brizzi o il Jack Sparrow di “Pirati dei Caraibi”. Nessuno dei due, Jack è frutto della mia fantasia malata. Per un po’ di tempo con questo pseudonimo ho scritto sul giornalino universitario “Pollution” (in onore di Franco Battiato) “organo di stampa” dei Collettivi di Sinistra in Movimento di cui facevo parte (so che state pensando male, e avete ragione). Nel gennaio del 2007 ho deciso di intitolare un blog con questo nome, e di firmare i post così. A dire il vero il blog è partito in sordina perché fino ad agosto di quello stesso anno, non feci praticamente nulla. Poi dopo poco alla volta… fino ad arrivare qua!
Di acqua sotto i ponti ne è passata e tante cose sono cambiate. In ordine più o meno cronologico qui è (quasi) tutto riportato. Mi auguro possa essere di vostro gradimento e che, come quando ho iniziato questa avventura, cogliate il piacere che io ho di condividere le mie parole con voi.
Detto questo vi lascio con l’incipit del mio blog, una piccola poesia che credo riassuma tutto il mio essere. Buona lettura.

È che a me piace stare qui
a guardare ogni nota dentro a un prisma
prendere forma e vederne i colori,
e chi non l’ha capito ha guardato solo la superficie,
credendomi perso tra i tasti di un pianoforte.
E forse ho sottovalutato la tua percezione di meraviglia,
e forse sono troppi gli occhi che mi incantano
ma questa notte, nessuno mi toglierà il sorriso,
tanta è la gioia, del racconto di due labbra
che danzano sulle note di un tango. “

se avete letto fino a qui, non avrò bisogno di spiegarvi altro. restate in attesa, in queste cose ci metto un pò di tempo, ma presto potrete riavere (quasi) tutto il vecchio blog tra le vostre mani. si tratta solo di aspettare.

Jack

un abbonamento da 70 euro

il Mucchio è morto, viva il Mucchio! in realtà non è ancora così e francamente non me lo auguro e non lo auguro a loro. in primis perché ho rinnovato l’abbonamento. il fatto è però, che pur avendolo fatto il 23 dicembre tramite bonifico, l’abbonamento parte da marzo, e quindi il numero di gennaio ho dovuto comprarlo. nel caso ci fosse bisogno di conferma delle fonti, posso rendere pubblico il bonifico e la mail inviatami da Maioli in cui mi spiegava i motivi della mancata consegna. ora, personalmente l’ho vissuta male, m’è parsa un pò una cialtroneria, anche perché tutta la rottura di coglioni sulla chiusura del Mucchio e la relativa campagna abbonamenti in pieno Manifesto- style, è stata successiva al mio rinnovo. per avere il numero di gennaio sono dovuto andare in edicola e spendere euro 10 (più la benzina perché il Mucchio più vicino si trova a 15 km da casa mia). e mi son trovato la nuova rivista tra le mani, con la brutta sorpresa della carta nuova e la brutta nuova grafica. sui contenuti ancora non mi esprimo perché, piagnisteo a parte, non ho avuto molto tempo di leggere. però…. uffa, ero abituato a vedere il Mucchio come una rivista d’avanguardia, avanti anni luce su contenuti e cornici e mi ritrovo una grafica che pare quella di Jam! fatico a leggerlo, davvero, e non perché hanno spostato l’impaginazione delle rubriche…. non so, sarà l’aria di crisi o l’ansia di chiusura, ma mi pare un Mucchio che insegue anziché essere seguito…boh! poi sarebbe ora anche di cambiare la grafica di Extra, però…
tornando al dunque, l’abbonamento l’ho fatto e, mi auguro, per un altro anno sarò a posto. in attesa della nuova creatura dell’ex direttore Max Stefani, su cui sono molto curioso, anche in virtù del pallosissimo strascico relativo alle sue dimissioni avvenute lo scorso maggio. ora, entro nel pieno dell’ennesima polemica, in quanto un pò mi sono rotto e un pò voglio dire la mia. ammetto che Stefani mi manca sulle pagine del Mucchio, mi mancano le sue interviste da battitore libero e mi mancano le sue rubriche. va però ammesso che tolto lui, il Mucchio non è cambiato più che tanto nei contenuti, c’è stato il bell’ingresso di Claudia Durastanti, alcune cose erano semi-nutili (la rubrica finale di Beatrice Mele, una sorta di short talks fatto coi ritagli presi da Internazionale). il nuovo numero, ripeto, l’ho solo sfogliato e mi sono letto solo “Crampi”. ammetto anche che Federico Guglielmi, in generale, non mi è mai stato troppo simpatico, mi è sempre parso quello che fa il severo da un lato, e poi dall’altro da la pacca sulla spalla come per dire “la prossima volta farai di meglio” (la mia firma preferita, musicalmente parlando, è quella di Eddy Cilia, mentre i miei giornalisti preferiti, nel Mucchio, sono Massimo Del Papa e Luca Castelli). a conti fatti, da quanto percepisco da semplice osservatore delle diatribe via facebook, l’ex direttore deve avere un certo caratterino e, partendo da qui, ipotizzo che il suo allontanamento sia stato fatto anche per… salvare la rivista? mi spiego meglio: da quanto ho capito, negli anni la diatriba più che Mucchio o non Mucchio, è stata Stefani o non Stefani (si vedano le motivazioni che hanno spinto i Subsonica a sostenere la rivista). il fatto che fosse Max Stefani il direttore, era croce e delizia per la rivista e probabilmente, visto che non ne aveva più l’effettivo controllo (il giornale da tempo era fatto da Daniela Federico + Guglielmi + John Vignola + Mele) il suo allontanamento è stato sollecitato anche per aumentare il gradimento (non entro nel merito delle vendite, non mi riguarda finché la rivista arriva nella mia cassetta della posta!). per avere un’idea di come fosse l’atteggiamento di Stefani nella direzione del giornale, andatevi a leggere in “Fuori” di Massimo Del Papa, il capitolo “Un Mucchio di guai” dedicato proprio alla sua esperienza “selvaggia”. poi se volete c’è anche un’intervista di Andrea Scanzi a Guglielmi su Rockit, risalente al 1999, che rende l’idea di come siano andate le cose negli anni ’80 e su come possono essere andate in tempi più recenti. di par mio, aspetto di vedere meglio i contenuti del nuovo corso del Mucchio, prima di dare un giudizio definitivo, augurandomi che avrò più di un numero per poterlo fare. però mi si lasci dire che la campagna abbonamenti in stile Manifesto, mi è stata e mi sta sulle palle (e nell’incipit di questo post c’è scritto com’è stato possibile arrivare a tanto). questo è elemosinare! che poi, mi piacerebbe sapere, se il contatore conta solo i nuovi abbonati o comprende anche quelli che avevano rinnovato nel corso del 2011 (non so, metti che uno si sia abbonato ad agosto…). e quindi quelli che servono sono 2000 abbonati o questi si devono aggiungere a quelli vecchi? poi la caccia al testimonial… che va bene che molti di questi devono tanto al Mucchio però… non so, mi pare la fiera dell’ipocrisia, probabilmente anche in virtù del fatto che, alla fine, Guglielmi non ha mai veramente stroncato nessuno e, più che a Lester Bangs (citato un pò a cazzo dagli autori della rivista), assomiglia a quel William Miller di “Almost Famous”. a quando l’annuncio che anche Ligabue sostiene il Mucchio? e perché non Omar Pedrini? insomma, io faccio il mio in bocca al lupo a tutti (al Mucchio come a Stefani) chiedendo cordialmente che la piantino di rompere i coglioni coi loro scazzi da primadonna e che soprattutto trovino una maniera più dignitosa di portare avanti i loro progetti. che il Mucchio, così com’è messo, pare essere il governo Monti (dobbiamo fare tutti dei sacrifici, compreso quello di comprare una copia anche se abbiamo appena rinnovato l’abbonamento? ma vaffanculo!), mentre Stefani la mena un pò troppo da martire. ribadisco che leggerò entrambi, ma entrambi hanno rotto i coglioni!

Jack