Reggio, Nanetti: “Dico no alle armi contro la Russia, cacciato da FDI”

‘Sono le conseguenze del dissenso dal pensiero unico sempre più oppressivo e guerrafondaio

‘Come mi aspettavo, rimanendo apertamente non allineato alla sottomissione atlantista di Giorgia Meloni, dopo ripetuti avvisi, mi hanno ufficialmente revocato le cariche di coordinatore territoriale e presidente della sezione di Correggio, da me fondata (quindi ora estinta). Non proprio espulsione che sarebbe più clamorosa (e sincera) ma una degradazione, che da l’avvertimento ai tanti, che la pensano come me, ma tacciono… [Continua a leggere su La Pressa]

Il caso di Andrea Nanetti mette in evidenza l’appiattimento di tutta la politica italiana, ma del resto s’era già visto con la finita opposizione al Green pass, che puntualmente Nanetti ha denunciato, andando contro al suo partito che ha protestato di facciata, ma non è mai sceso in piazza accanto a quelli che definisce “compatrioti”…

Notizie in rima (o quasi)

Rassegna ad alta quota in versi, proviamo a tornare con un format un po’ più originale

Zirudella d'Appennino
dei giornali il titolino
finalmente torna in nota
la Rassegna ad Alta Quota

Per chi non ha letto ancora
i giornali di prim'ora
la Gazzetta non è in relax
"Multe a ventimila No-Vax"

Sul Carlino c'è l'Ucraina
Russia Nato Orban Serbia
Pace e condizionatori
Draghi dice "vivi o muori"

Il turismo poi è sparito
c'era il Covid, l'ha inghiottito
Emilia e Marche il gas ce l'hanno
li tiriam fuori 3 miliardi di metri cubi all'anno?

I giornali nazionali
li lasciamo a quelli bravi
poi col tempo torneremo 
e sui podcast approfondiremo




I quirinabili e l’incantesimo pandemico

Oggi come ormai saprete tutti, inizia il conclave per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Nell’attesa di vedere la prima ondata di schede bianche, vi invito a leggere questo articolo uscito sabato su Caratteri Liberi. Buona lettura.

Di Stefano Bonacorsi per Caratteri Liberi

La commedia grottesca per l’elezione del Presidente della Repubblica è ormai alle battute finali. Lunedì incomincia la conta, quella vera, i nomi si sprecano, le alleanze sono le più improbabili, pronostici a farne, sicuramente si sbaglia, favoriti non ce ne sono.

Per chi ha seguito i vari articoli che si sono succeduti su queste pagine, relativamente alla figura del Capo dello Stato, sa che l’inquilino del Quirinale rappresenterebbe in Costituzione l’unità nazionale, ma in realtà rappresenta chi lo ha eletto ed è il vero referente della politica italiana all’estero.

Ragion per cui, ci addentriamo dentro allo scenario dei “quirinabili” e delle prospettive che ne conseguirebbero… [Continua la lettura]

scrivere-ecc80-un-lavoro-duro

Sostieni Il Sale della Terra

Donazione libera per un’informazione libera

1,00 €

Perché la successione a Mattarella è un punto cruciale per il futuro del paese

di Stefano Bonacorsi per Caratteri Liberi

L’elezione del Presidente della Repubblica, fin dalla sua fondazione, è il crocevia della politica italiana. Designato in sede di Costituzione come una figura al di sopra delle parti, si tratta in realtà di una figura il cui scopo, il più delle volte, è stato quello di interpretare non tanto il sentimento popolare uscito dalle urne, quanto gli umori delle segreterie di partito, attraverso le rappresentanze parlamentari.

Per com’è concepita, la prima carica dello Stato, non è predisposta per investire un leader naturale come può avvenire per un sindaco o, più di recente, per un presidente di regione (per non scomodare paragoni esteri con Francia o Stati Uniti), tuttavia, non sappiamo se grazie a un equivoco o a una visione di lungo corso dei padri costituenti, il Presidente della Repubblica è sempre più centrale nella politica italiana, vuoi perché il Parlamento, se mai l’ha avuta quella centralità l’ha persa (o meglio l’hanno persa i partiti); vuoi perché in sede di elezioni da almeno due legislature non emerge una maggioranza netta e, quando è emersa si è dissolta strada facendo. Continua a leggere su Caratteri Liberi

scrivere-ecc80-un-lavoro-duro

Sostieni la libera informazione

Una donazione per poter continuare il nostro lavoro in libertà

1,00 €

Addio mia bella addio

Liberamente ispirato dalla versione di Francesco Benozzo e Fabio Bonvicini dall’album “Libertà l’è morta”

Addio mia bella addio
L’amata se ne va
Si va coi generali
Le genti a inocular

E madri e spose e figlie
Soffriranno ancor di già 
Nel nome della patria 
È responsabilità 

Ci han detto di cantare
Che i no pass son vili ogn'or 
Ma io dico ch’è più vile 
Chi porterà il terror

E da Trieste a Roma
Contesteremo il papa è il re
E grideremo forte
La dittatura c’è 

E per le vie di Roma
Chiederem di disertar
Al diavolo il green pass
Viva la libertà 

Addio mia bella addio
L’armata se ne va
E se partissi anch’io 
Sarebbe una viltà
Ascoltatevi anche l’originale… non quella risorgimentale, ma quella anarchica che le faceva il verso.

La giornata

Aggiornamento serale della rassegna ad alta quota del 9/11/2021

La giornata di oggi, è stata scandita da un susseguirsi di notizie che hanno dell’allarmante. Se uno vuole far finta di nulla e credere che la situazione che stiamo vivendo sia normale allora non deve guardare con preoccupazione il fatto che la regione Emilia-Romagna ha aggiunto delle disposizioni sulla gestione nelle scuole della psicopandemia da coronavirus che se non rasentano le leggi razziali o non incentivano le discriminazioni tra coetanei poco ci manca. Paradossalmente proprio nel momento in cui si discute continuamente di razzismo e intolleranza verso il mondo LGBT, la DAD solo per i non vaccinati va a creare ulteriori intolleranze laddove non se ne sentiva il bisogno. A questo si aggiunge La decisione del ministero dell’interno così propenso a permettere i rave party oppure così sonnolento nell’evitare che gli infiltrati si inseriscano nei cortei pacifici e vadano sfasciare le sedi dei sindacati, di limitare le manifestazioni di piazza, e dei cortei che da più di 16 settimane stanno interessando le città italiane. Limitare le manifestazioni con la scusa dei contagi che sono in aumento, quando invece le manifestazioni a favore del ddl Zan non hanno suscitato lo stesso identico clamore così come le manifestazioni per la vittoria gli europei o la piazza per lo scudetto dell’Inter danno il senso del ridicolo di chi detiene il potere. Fare delle manifestazioni statiche anziché di corteo con la scusa che questi cortei danneggiano il commercio delle città e dei centri storici come se invece due anni di Lockdown a intermittenza non avessero inflitto molti più danni rispetto a un sabato alla settimana tra l’altro per poche ore e anche nell’interesse di coloro che, si dice (perché vatti a fidare delle associazioni di categoria) siano danneggiati dalla protesta…

In relazione invece a quanto detto nel podcast di oggi, in apertura trovate la galleria fotografica con la prima pagina della gazzetta di Modena di domenica scorsa, gli articoli comparsi domenica, lunedì e oggi e anche il confronto con il resto del Carlino.

Pavullo, con Venturelli vince la vecchia (e buona) politica

Articolo de La Pressa

Cominciamo col dire una cosa: Davide Venturelli non è un politico anti sistema, né ha un nuovo modo di fare politica. Venturelli è parte del sistema, semmai è un non allineato ma dieci anni di consiglio comunale qualcosa vorranno dire. Ma soprattutto, il neo sindaco di Pavullo, è uno che non si è limitato a sedersi in consiglio comunale, ma lo ha portato fuori dalla sala consiliare, pubblicando gli esiti delle riunioni sui social e, soprattutto, riportando la politica nel territorio. Un vecchio modo di fare politica che, non usando più appare nuovo, così come nuovo appare il suo schema civico, slegato dai partiti dai quali sarà, da oggi in avanti corteggiassimo, e bravo lui se riuscirà a fare il suo lavoro senza apparentarsi strada facendo.

Continua a leggere su La Pressa

Segui i canali Telegram de La Pressa e la Rassegna ad alta Q-uota

scrivere-ecc80-un-lavoro-duro

Sostieni Il Sale della Terra!

una donazione libera per un’informazione libera

1,00 €