Narrazioni

La giornata sui giornali vista dalla Rassegna ad Alta quota

Torno nuovamente su quanto raccontato in rassegna, perché sento di non averlo spiegato bene. Qui c’è una narrazione dei fatti che manca, i quotidiani che ho letto e che hanno trattato l’argomento hanno riportato una cronaca fallata. E occorre fare attenzione, perché quasi tutte le notizie di cronaca, bene o male in maggior parte nascono in provincia, e se la narrazione nasce difettosa, finisce che poi, quando arriva alle luci della ribalta, è tutta un’altra cosa.

Come nel caso di George Floyd a Minneapolis, molte cose sono passate in secondo piano. A noi europei è giunta la narrazione che Floyd era un nero ucciso da un poliziotto bianco. Mancava che fosse un delinquente abituale, ucciso banalmente da un abuso di potere di un poliziotto in preda a un delirio di onnipotenza. Dico banalmente perché se quel poliziotto avesse fatto solo il suo dovere, a quest’ora non ne sapremmo nemmeno nulla. Johnny Cash cantava “ho ucciso un uomo a Reno solo per vederlo morire” nella sua “Folsom Prison Blues”. Ecco perché ritengo banale la morte di Floyd, perché il male di per sé è tremendamente banale.

In secondo piano dunque sono passate le bagatelle dei gemelli Souaieh e del loro cugino, sì hanno detto che hanno provato a rubare un cellulare, ma a leggere gli articoli, che la vittima del tentato furto e il gestore del locale, appaiono come persone che compatiscono questi soggetti; il che stride con la fuga fatale che ha portato alla tragedia della loro morte e di quella di una bimba di nove anni.

Stride perché sono pressoché sicuro, che se non avessero dovuto scomodare le forze dell’ordine per il dramma che si sarebbe consumato di lì a poco, avrebbero potuto farlo per denunciare i ragazzini. E stride ancora di più il fatto che nell’articolo dove i loro amici lamentano che la vita è ingiusta, nessuno ha chiesto loro se sapevano della propensione a una guida piratesca, a un’attitudine delinquenziale, alla provenienza da un contesto di disagio sociale (la famiglia aveva subito uno sfratto), all’inclinazione al bere. Non una parola negativa, eppure avevano provato a rubare un telefonino, forse si è rischiata la rissa, forse hanno minacciato di chiamare i Carabinieri e da lì la fuga fatale.

Dinamiche sepolte sotto le lacrime. Magari sui giornali di domani saranno approfondite, lo scopriremo appunto domani. O forse non sapremo mai come erano visti nel paese in cui abitavano prima e come si erano inseriti nel contesto dove poi sono morti. Non mi stupirebbe scoprire eventuali maldicenze, ma sarei felice di sbagliarmi. Sarei felice, forse, di sapere che era stata solo una bravata alcolica.

Intanto però la narrazione ci porta a fatti riportati in maniera imperfetta. La dittatura del politicamente corretto passa anche da qui.

La Rassegna ad Alta Quota…

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