Anticipazioni (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 22 maggio 2020)

Questa sere vi anticipo cosa potreste leggere domani, non perché mi sia messo a predire il futuro, ma perché ho lavorato a un paio di cosette e il tempo residuo lo impiego per anticiparvi di che si tratta: un pezzo sulla montagna e un altro sulle bande scritto per La Pressa. Poi ho in mente, perché non ho ancora iniziato a buttarlo giù, un piccolo saggio su cosa sia la figura istituzionale del Presidente della Repubblica, sopratutto alla luce di ciò che sta emergendo dalla cronaca politica in questi giorni. Perché se pensiate che sia solo simbolicamente il Capo dello Stato, il Comandante supremo delle Forze Armate, il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e colui che nomina il governo… beh, qualcosina vi sfugge, ma ve la spiegherò meglio su Caratteri Liberi. Poi non appena avrò qualcosa di interessante da dire per Gli Stati Generali, la pubblicherò anche là. Nel frattempo buonanotte e a domani.

Che sia in anticipo o in posticipo

E' gradito un supporto volontario per questo blog

€1,00

Messaggio promozionale (per il sostegno alla rassegna ad alta quota del 21 maggio 2020)

Stasera non c’è il solito aggiornamento perché mi si è prolungato oltre misura il lavoro. Non quello tradizionale che interrompo per la mia quotidiana rassegna di provincia, e che potete vedere dalla mia webcam, ma l’altro, quello di mediatore civile e commerciale, poiché nella vita faccio anche questo, oltre a essere referente dell’organismo della Camera di Mediazione Nazionale per la sede di Modena. E dunque qui di seguito vi snocciolo due informazioni in merito che potete leggere prima di andare a dormire.

L’emergenza Covid-19 ha portato il mondo dentro le webcam, il processo telematico era già stato avviato, ma ora più che mai viene implementato per evidenti ragioni di sicurezza. E la mediazione civile, strumento alternativo per la risoluzione delle controversie, procede spedita in questa direzione e oltre a semplificare l’iter per l’ottenimento di una giustizia più rapida, efficace ma soprattutto concordata tra le parti; si prodiga per fornire gli strumenti adatti al periodo attuale. Se già prima era possibile poter svolgere le mediazioni in via telematica, oggi questa modalità diventa la norma, garantendo a chi farà ricorso a questo strumento, oltre a un risparmio di tempo e denaro, anche un risparmio in termini di logistica, fatti salvi i problemi dovuti al digital divide.

Oggi dunque, con i tempi della giustizia che si sono ulteriormente dilatati per via dello stop dovuto all’emergenza Coronavirus, lo strumento della mediazione civile e commerciale diventa più che mai necessario per l’ottenimento di risoluzioni rapide ed efficaci, garantendo il giusto livello di empatia, aiutando a trovare una soluzione soddisfacente per tutte le parti in causa, con costi molto più contenuti rispetto ad una normale causa civile.

Invitandovi a visitare il sito, vi informo che dai prossimi giorni la Camera di Mediazione Nazionale, Sede di Modena, sarà lo sponsor della Rassegna ad Alta quota.

Pavullo, odissea Carrai: una viabilità da sempre appesa a un filo

ahi ahi ahi, la fila sul Carrai! Potrebbe essere il tormentone estivo dell’estate pavullese, soprattutto ora che, da ormai due settimane a questa parte, un semaforo e un senso unico alternato, scandiscono il traffico nel tipico tappo della viabilità frignanese. E torna oltremodo d’attualità l’annoso problema dell’assenza di una circonvallazione credibile che possa permettere di attraversare il capoluogo appenninico senza perdere mezz’ora tra cantieri e semafori, manco si fosse sul grande raccordo anulare dell’imitazione di Antonello Venditti fatta da Corrado Guzzanti… [continua a leggere su La Pressa]

Questo articolo lo puoi leggere completo su La Pressa…

...che è un giornale gratuito e indipendente che tratta notizie da Modena e Provincia. Se ti è piaciuto puoi complimentarti con l'autore facendo un'offerta.

€1,00

Invece (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 20 maggi 2020)

Invece di un aggiornamento c’è una comunicazione di servizio: l’aggiornamento non c’è, perché riascoltando la rassegna di oggi, ho voluto scrivere una cosa che avevo in punta di dita da un po’ e per la quale vi rinvierò a quando questa sarà pubblicata nelle sedi opportune. In realtà ho anche aspettato perché delle volte succede che dopo poco me invio un pezzo, questo mi viene pubblicato. Ma è anche un’ora discretamente tarda, ragion per cui non vogliatemene ma oggi la chiudo qui. E’ stato un mercoledì intenso e l’aggiornamento, di fatto, non c’è. Gustatevi, se vi va, la replica di oggi e ci vediamo domani.

Se non vuoi offrire un caffè a me…

offrilo a Pippo! se ti piace ciò che leggi qui, puoi sostenere il blog con una piccola offerta

€1,00

Il terzo spazio (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 19 maggio 2020)

L’aggiornamento di stasera è puramente autoreferenziale. Siccome sono riuscito a diventare un “Brains” de Gli Stati Generali, anche se non ho ancora ben capito che cosa significhi, ho riciclato il mio ultimo post “indipendente” di questo blog. Indipendente nel senso di averlo scritto per questo spazio, senza che il lettore fosse rimandato a “La Pressa” o a “Caratteri Liberi”. Ogni tanto, è raro, mi capita di scrivere per me, o per lo meno, di scrivere cose che non sono collocabili dentro un recinto editoriale e allora mi ricordo cosa significhi essere un blogger.

Ovvio, le dinamiche de “Gli Stati Generali” devo ancora capirle, ma non posso negare che ho iniziato anche su quella piattaforma allo scopo di avere maggiore visibilità per me, per quello che scrivo e per le cose che faccio. Un terzo spazio col quale poter arrivare a più persone con scritti che diversamente resterebbero confinati su queste pagine, il che non significa non letti, ma semplicemente meno esposti. Questo non vuol dire che non esisteranno più post “indipendenti” anzi, tuttavia ho scelto di usare quello che vedete in foto, perché ha riscosso molti consensi e ho pensato che meritasse di più. Dopo di che vedremo, il mio principio attuale, da quando sono un semplice collaboratore volontario per testate indipendenti è che scrivo quando mi pare, per chi mi pare e soprattutto, di quello che mi pare. Chi mi legge… mi segua!

Io sono un volontario della scrittura

se vuoi essere un volontario sostenitore sei ben accetto!

€1,00

1+1=? (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 18 maggio 2020)

E’ quasi l’ora di darvi la buonanotte e sono ancora qui che devo aggiornarvi. Il fatto è che le notizie sono tristi o per lo meno non sono allegre come si vorrebbe, ma del resto abbiamo spostato l’attenzione dalla cronaca alla narrazione della cronaca e oggi abbiamo visto come certi titoloni siano più o meno ottimisti. Da queste parti, un po’ per patriottismo di testata, un po’ perché ci piace l’onestà intellettuale, preferiamo andarci cauti. La sensazione è che molti vogliono sperare ma il presente li spaventa, e li spaventa a morte. Se fate un giretto sulla home de La Pressa avrete modo di avere un quadro definito di questo primo giorno di fase 1+1, un giorno a metà tra la gioia di riaprire e la paura di uscire, tra i timori della seconda ondata e la speranza di farcela. Cose che leggeremo sui quotidiani domattina e che vi racconterò dal mio collegamento quotidiano, ma che si confondono tra una narrazione purtroppo celebrativa del governo regionale, e quella della cruda realtà. Come se stesse scendendo di livello quello scollamento dalla realtà che oramai è una costante nel governo nazionale ma che paurosamente si sta avverando anche qua in Emilia-Romagna. Mi auguro che i fatti mi diano torto, ma la sensazione è questa, e cioè che a fronte di un racconto che viene narrato a lieto fine, ci ritrovieremo in realtà con ben altri esiti.

Se ti piace ciò che leggi in queste pagine…

puoi sostenere l'autore con una piccola e volontaria offerta! Grazie!

€1,00

Questione di percezione (riflessione a margine della rassegna ad alta quota del 17 maggio 2020)

Mi fermo a riflettere su alcuni fattori che hanno scandito la mia vita di osservatore. Uno di questi è la percezione delle cose, degli eventi, del pericolo e, dulcis in fundo, della narrazione di tutto ciò che ho appena elencato. Il Covid-19 è stato narrato prima come un raffreddore più grosso degli altri, poi come l’apocalisse e ora viene dipinto come un qualcosa che c’è, con cui bisogna convivere, stare attenti, niente sarà più come prima eccetera. L’opinione pubblica si è divisa tra allarmisti, virologisti, aperturisti e quant’altro, fino ad arrivare all’oggi e cioè a una sorta di libertà vigilata, o libertà ansiogena, segno che nessuno ci ha ancora capito nulla, ma è necessario che si torni a vivere e lavorare. E avremo, ci potete scommettere, la paura a farci compagnia giorno dopo giorno, fino a che questo virus sarà percepito come il compendio delle forze del male.

E mi tornano in mente altri tipi di percezione che in passato venivano sottolineati ma anche bellamente sfottuti o ridicolizzati. Penso alla percezione del crimine derivante dai fenomeni migratori, confinato nella narrazione della destra razzista e, ovviamente, fascista; penso alla percezione del potere d’acquisto dopo l’avvento dell’Euro, anche questa confinata nel recinto degli euroscettici.

Sono tutte narrazioni che volente o nolente hanno diviso l’opinione pubblica e che in un modo o nell’altro hanno avuto un riscontro elettorale. Quello che non hanno avuto è stata una narrazione obiettiva, sensata e senza tifoseria. Il Coronavirus ha fatto la stessa fine, dal non c’è pericolo si è passati al moriremo tutti senza soluzione di continuità, con la differenza che, stavolta, una buona fetta di persone si è accorta che qualcosa nella narrazione dei fatti non ha funzionato. E vedrete che questo avrà strascichi lunghi e pesanti nei giorni a venire.

Se ti piace ciò che hai letto e ascoltato…

Puoi fare un'offerta a questo piccolo blog

€1,00

Musica e coronavirus: la Flos Frugis di Fiorano scalpita per ripartire (integrazione alla rassegna ad alta quota del 16 maggio 2020)

Cominciamo oggi un nuovo viaggio, esplorando le attività musicali di base come le bande, importanti patrimoni culturali e aggregativi, molto spesso punto di partenza per chi poi intraprende una carriera artistica. Anche queste realtà sono state duramente colpite dall’emergenza Covid-19. Cominciamo il nostro percorso con una delle bande più “giovani” sul territorio modenese, la banda Flos Frugi di Fiorano, in un dialogo col presidente dell’Associazione Nino Rota, nonché componente della banda Maurizio Bardini… [l’aggiornamento di oggi continua su La Pressa]

Questo articolo lo puoi leggere completo su La Pressa…

...che è un giornale gratuito e indipendente che tratta notizie da Modena e Provincia. Se ti è piaciuto puoi complimentarti con l'autore facendo un'offerta.

€1,00

Nei nostri Starbucks di provincia

Le prove tecniche di ritorno a una normalità che non sarà mai quella di prima, perché volente o nolente anche quando di questo virus non ci sarà più traccia, nelle nostre teste mancheranno diversi venerdì; c’è la volontà di voler essere parte di questa ripartenza, di questa fase due che sa tanto di fase 1+1. E lo fai non tanto andando a fare il tuo lavoro che di fatto è ripartito da due settimane, ma andando a prendere una brioche e un cappuccino da asporto, presso una pasticceria che durante la quarantena ha fatto i salti mortali per andare avanti. E rifletti.

Rifletti che sì, la pandemia, la quarantena ci ha cambiati, ma non in meglio o in peggio come dicono i vari filosofi nei loro attici di centoventi metri quadri; ma nel cervello. Abbiamo probabilmente constatato, come italiani, e mi viene da dire pure finalmente, che possiamo contare solo su noi stessi e sulla fede in ciò che ci portiamo dentro. Se crediamo in Dio sappiamo di poter confidare su di Lui perché l’uomo, specie quello di governo, ci ha profondamente delusi e forse in maniera irreversibile. Non che prima ne avessimo chissà quale stima, ma si coltivava la speranza che mamma Stato avrebbe in qualche modo provveduto, messo una pezza.

Questa volta però è stata proprio mamma Stato a fare il buco, e va bene che in un’emergenza non sai mai che cappello metterti, ma ad un certo punto è stato palese che ci si voleva mettere un banale impermeabile, mentre fuori imperversava una bufera di neve. Tutti a dire che ci voleva almeno una giacca a vento ma no, meglio un impermeabilino, sono due gocce, che sarà mai…

Se questo paese si rialzerà sarà perché siamo quelli che siamo sempre stati, un popolo di santi, poeti, navigatori e anche imbroglioni. Quando penso a come ci rialzeremo, mi viene in mente il genio dei napoletani, quando due anni fa videro la neve dopo cinquant’anni sul golfo. Giravano foto in cui vendevano palle di neve a un euro. La genialità sta qui, nel riconvertire una situazione sfavorevole.

E già lo abbiamo visto, con un cappuccino da asporto a simulare i nostri Starbucks di provincia, come se fossimo in un’America immaginaria, come quella di Bonelli, a consumare la nostra colazione fugace anziché a un bancone del bar, fermi nel traffico di un eterno cantiere stradale; in questo fermo immagine abbiamo visto la riconversione di quelle attività famigliari che in breve tempo hanno fatto di necessità virtù.

Impareremo anche a riconvertire la nostra onestà, impareremo ad imporre che lacci e lacciuoli ad un certo punto vanno anche tagliati, impareremo che è meglio fidarsi di un Sindaco o di un presidente di Regione che almeno conosce il suo territorio, anziché di un governo che non è mai stato così lontano. Impareremo questo nei nostri Starbucks di provincia. A fare meno affidamento su una croce in un’urna elettorale e un po’ di più in noi stessi e nella nostro essere comunità.

Vilipendio? (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 15 maggio 2020)

Non mi soffermo su ciò che ha detto l’Onorevole Sara Cunial alla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, se è convinta delle sue affermazioni buon pro le faccia. Quello che mi ha stupito maggiormente è stato il pronto soccorso immediato, fatta eccezione per Sgarbi, al Presidente della Repubblica dopo che nell’intervento la deputata l’aveva definito la vera epidemia di questo paese, a meno che non si riferisse allo scientismo dogmatico.

Poco mi importa se si riferiva a Napolitano (che non vedo come possa azzeccarci in questo momento) o di Mattarella, ma la cosa che mi ha sconvolto è stato questa apparente lesa maestà, questo trasformarsi di tanti deputati in tanti piccoli Emilio Fede, e d’accordo che definire una persona al pari di un virus non è esattamente una finezza, forse un’indagine per vilipendio ci può stare, ma che senso ha, nel caso, voler andare ad aprire un’indagine su di una deputata che, a oggi, è destinata a scomparire dai radar politici? E’ forse la nuova leader nazionale? Io fino a poco fa, di lei non sapevo nulla, immaginavo soltanto, dal discorso fatto, che potesse essere una ex Cinque Stelle. A che pro accanirsi per un presunto reato di vilipendio su questa persona?

Nella narrazione giornalistica, curiosamente, le critiche al Capo dello Stato latitano anche nei giornali di più ferrea opposizione, di recente nella sua rassegna mattutina, Daniele Capezzone comincia a commentare anche piuttosto insistentemente sulle responsabilità di Mattarella rispetto alla crisi in corso e a questo Governo sempre più improbabile. Ma è uno in mezzo a un marasma di yesman che non abbiamo visto nemmeno ai tempi del Berlusconi più popolare. Gli altri giornali tacciono, anche se sui social cominciano ad apparire segnali di insofferenza anche verso l’inquilino del Quirinale.

Il punto è proprio questo: la Cunial potrà anche aver fatto un discorso complottista e anche improbabile, tuttavia quando ha toccato la figura del Capo dello Stato è stato come se si fosse squarciato l’emiciclo di Montecitorio. Il Presidente non si tocca. E d’accordo, la Cunial non ha certamente fatto l’intervento del secolo, ma occorrerebbe che i suoi colleghi, al di là di azzardate metafore virali, riconoscessero l’inedia della più alta carica dello Stato in questo momento. Se un merito Sara Cunial lo ha, nel suo discorso, è quello di aver mostrato che tutto si può fare, anche straparlare in aula, ma guai, guai e ancora guai, a criticare il Presidente.

Qui non si complotta…

ma si prova a riportare fatti e a commentarli. Un aiutino al nostro lavoro è più che gradito

€1,00

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: