Mantieni la distanza (aggiornamento alla rassegna ad alta quota del 26 aprile 2020)

Ditemi voi se si può fare una conferenza stampa alle otto e venti di una domenica sera dopo aver fatto aspettare l’ennesimo week end senza tra l’altro aver tracciato una linea chiara. Se io domani avessi dovuto riaprire, ma vi sembra logico impararlo con neanche dodici ore di anticipo? E come fa uno a riorganizzare tutta la macchina? Io ho una piccola impresa e non avrei avuto troppe difficoltà. Ma per l’ennesima volta non si è capito nulla. Se dicono che riaprono i cantieri, io che lavoro nell’indotto edilizio faccio un salto sulla sedia, ma se poi nello specifico leggo che saranno solo i cantieri pubblici sul dissesto idrogeologico, forse un paio di brutte parole le dico. Insomma più che fase due si è alla fase uno e mezzo come dicono già in tanti, e di certo c’è che la fase uno è stata gestita bene solo in Veneto. I contagi calano relativamente, a mettere d’accordo i virologi sembra di assistere a un duello tra pisani e livornesi, un reale piano per ripartire non c’è, o meglio, è il classico aiutati che Dio ti aiuta, e allora signori miei, mano alla Bibbia e ripassiamoci i salmi, perché come si cantava in “Luna Rossa” qua non ci sta nisciuno.

L’altra cosa certa è che abbiamo un Presidente del Consiglio che è in odore di autoritarismo, ma nessuno, nemmeno il Presidente della Repubblica, muove un dito. C’è una narrazione unica del virus e della politica, l’opposizione sta scomparendo e la libertà di stampa, ancora per un po’ rimane, poi vedremo se potremo continuarla sui social.

Conte ne ha detta una giusta: se ami l’Italia mantieni la distanza. E’ ora di distanziarsi da questo governo incapace, è ora di chiedere a tutta voce la centralità del Parlamento, è ora di fare la piazza virtuale non per cantare Bella Ciao, ma per far vedere che ci siamo e che non siamo inermi. Prima hanno sottovalutato il virus, poi ci hanno condannato a stare in casa e adesso “ci permettono” di riprendere le nostre attività. Il linguaggio è da Corea del Nord, le modalità di azione sono pressoché fasciste ma i bella ciao pensano che il problema sia Salvini. E ci dobbiamo pure sorbire la lezioncina che questo virus ci insegna quanto è importante la libertà.

C’è qualquadra che non cosa.

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