Sono le sette…

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E’ passato in sordina ma non abbastanza da suscitare comunque una ingenua ilarità il post di Matteo Salvini sulla condivisione delle preoccupazioni di don Aldo Buonaiuto. Voglio dire, nel 2019 non crederete mica ancora al diavolo? Se così è come questo articolo del Resto del Carlino  uscito lo scorso novembre (e che su versione cartacea era molto più esteso?) Direte voi, c’è sempre di mezzo Buonaiuto, vero, ma non vi fate una qualche domandina se di tanto in tanto escono articoli sulle sette come questo? Vi lamentate che è sempre preso dal Carlino? E allora datevi una letta a quest’altro e provate ad arrivare in fondo senza vomitare per lo schifo che emerge. Provateci.

Perché posso capire che il governo del triumvirato Conte-Di Maio-Salvini possa non piacere e che il triunviro Salvini susciti odio ai più e che ogni pretesto sia buono per invocare la barbarie, il razzismo e il medio evo. Quel che non riesco a capire è perché, per una volta che il triunviro padansovranista non posta cibo su Twitter, non fa pronostici improbabili su Sanremo che danno il fianco ai suoi detrattori, non manda baci ai suoi haters; ma semplicemente sottolinea un problema che esiste ed è molto grave, deve venire canzonato come un chierichetto alla prima gita scolastica.

Nel post di Salvini, per una volta, non ci sono attacchi semigratuiti a nessuno, non sfotte la Raffaele né la chiama in causa direttamente. Da ministro dell’Interno quale è, è al corrente di problematiche sotterranee proprio come le sette, che hanno la loro forza nella segretezza e nell’invisibilità. Poi capisco l’esigenza dei detrattori di trovare un pretesto qualunque per attaccarlo (e involontariamente fargli aumentare il consenso), e vedrete se in questi giorni, ai normali insulti su razzismo, caudillismo e manichini impiccati non si aggiungeranno delle sue foto vestito da esorcista.

Il problema però c’è, esiste ed è giusto che un ministro dell’Interno condivida le preoccupazioni. Comprendo il laicismo e il fondamentalismo relativista che vuole che i satanisti o i settaristi siano considerati alla stregua di certi deviati mentali (però coi terroristi islamici sono laici quando gli pare), tuttavia questi ambienti finiscono per manipolare e risucchiare le loro vittime perché esiste un problema sociale, non le diseguaglianze che invoca Saviano ma la solitudine, il vuoto spirituale che spesso sfocia in una ricerca di spiritualità che altrettanto spesso conduce a vicoli ciechi. Si parte dal circolo di Yoga, dalla meditazione dinamica di Osho, dai centri di discipline naturali e in un attimo si è nelle mani del guru di turno. Anche gli ambienti cristiani purtroppo non ne sono immuni, a partire da certe congregazioni cattoliche (Opus Dei, Gesuiti, Comunione e Liberazione, Focolarini) fino a certe organizzazioni evangeliche che somigliano di più a macchine da soldi che non altro. E questo accade perché si perde il senso della misericordia, si fa l’abitudine al male fino a considerarlo normale, si innestano le tradizioni nostrane con altre improbabili (da Halloween fino alla trovata di festeggiare il capodanno cinese) o ci si rifà a culti neopagani per i quali non si scomoda il ritorno al medioevo, mentre il cristianesimo oltre che di sagrestia odora sempre di inquisizione.

Salvini si sarà attirato nuovi attacchi, ma ha sottolineato, mettendoci la faccia, un problema reale e non è cosa da poco in un paese in cui si narra di sedute spiritiche vere o presunte, e dove la massoneria, con annessi e connessi è presente e radicata. Persino le organizzazioni mafiose hanno un che di settario, con tanto di riti di iniziazione come avviene nella ‘ndrangheta. Per una volta che il ministro ha usato i social per un tema sensibile, era proprio necessario buttarla in becera polemica?

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