Chi ha paura della f**a?

il laureato

Un tweet infelice di Vittorio Feltri sulla vicenda che ha investito Asia Argento, mette in luce, assieme alla difesa rocambolesca del carrozzone #metoo, riportata anche da Massimo del Papa sul suo Faro di oggi, come la fantomatica parità di genere sia, in realtà, solo una mera e sciocca chimera, buona per le femministe in carriera, i difensori del gender, i fondamentalisti laici e quant’altro.

Si perché il dato che emerge è il seguente: al pari dell’uomo che porta a casa numerose mutandine come trofei e viene considerato eroe, mentre la donna che colleziona falli è una mera meretrice; la donna che subisce molestie è vittima quando non addirittura se le va a cercare, laddove l’incauto ometto che subisce molestie se non addirittura violenza altro non è che un povero scemo che ha, come dice Feltri, paura della passera. Un impotente, uno affetto da ansia da prestazione, da eiaculazione precoce, un coglione.

Tralasciando volutamente che tutto ciò è avvenuto nell’ambiente hollywoodiano, tralasciando simpatiche battute su ciò che può essere considerato il confine tra nave scuola e circonvenzione di incapace; occorrerebbe fermarsi un attimo e capire per quale motivo una notizia come quella circolata ieri susciti tanto clamore e vada, in fondo, a turbare la maschia virilità.

Si perché d’accordo che per il Bennet poteva trattarsi, come per tanti altri casi, di usare il letto come viatico per la carriera, al pari di tante altre donne riscopertesi poi puritane; ma per quale motivo non dovrebbe essere il contrario e cioè anziché usare essere usato, al pari di un Jim Levenstein in American Pie, che al risveglio si ritrova sì non più vergine ma anche abbracciato ad un gigantesco peluche, modalità sedotto e abbandonato anche se contento?

Quante situazioni esistono di questo tipo? Quante volte ci giungono dall’America notizie di insegnanti che hanno svezzato studenti e quante non ne sappiamo nel nostro paese? Persino Macron è in odore di nave scuola, quando non addirittura di nave copertura. Quello che voglio sottolineare è che pur trattandosi di sesso, non è solo sesso, come malignamente si può pensare. Se le donne che subiscono violenza hanno strascichi psicologici che li accompagnano per la vita lo stesso accade per gli uomini. Tante volte a scuola, o all’università, tra compagni di corso si pensava a cosa si sarebbe potuto fare con una prof. o un’assistente, per dirla alla Coliandro, quantomeno scopabile allo scopo di rimediare un buon voto. Ma se il canone fosse stato invertito? Se il sesso diventa un’arma di ricatto psicologico?

Qui non si vuole fare la morale a nessuno, abbiamo le nostre travi a cui guardare senza andare a pensare alle pagliuzze degli altri. Tuttavia mi sembra necessario fare questa considerazione: laddove c’è un coinvolgimento emotivo, che può sconfinare nella sudditanza psicologica, l’abuso è a portata di mano. Sia che il molestato sia uomo, sia che sia donna. Quando capiremo questo, potremmo iniziare a parlare (forse) di parità di genere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...