Quarti di nobiltà

Quando una fase a gironi finisce, già dall’ultima partita la tattica prevale sul gioco e, di conseguenza sullo spettacolo. E’ così più o meno per tutti gli sport di squadra: nel basket le partite dentro-fuori vedono i punteggi ridursi, nel rugby si riscopre l’arte del drop o si usano tutti i calci piazzati disponibili perché l’importante è fare punti. Nel calcio si va ai tempi supplementari e, gloria a Dio, regole come golden e silver goal sono stati bandite.
A dispetto di ciò che si andava delineando, o per lo meno di ciò che si andava cianciando, alla fine l’equilibrio Europa- Sud America è tornato, dopo che alcuni hanno parlato più di Copa America che non di Campionato del Mondo (ma si sa, di qualcosa bisogna pur parlare…). Siamo dunque al punto che una europea e una sud americana entreranno di sicuro tra le quattro semifinaliste. Per lo meno questo è il verdetto che uscirà domani dopo i primi due quarti di finale. Brasile favorito ma non troppo su una Colombia in gran spolvero, Francia data per soccombente contro i panzer tedeschi, i quali non mancano mai di costanza e determinazione, ma i galletti li trovo più freschi.
Poi sarà la volta, passato l’indipendence day, degli Orange contro la sorpresa Costa Rica e dell’outsider Belgio contro Messilandia. Sulla carta Olanda e Albiceleste dovrebbero passare, ma gli Orange son strani, han sofferto contro il Messico poi si è reinventato Sneijder e per i sombreros è stata subito sera. Però hanno patito anche dalla non irresistibile Australia e la Costa Rica ha pur sempre strapazzato l’Uruguay e battuto l’Italia, che non erano ‘sto gran che però…
Il Belgio è divertente, ha eliminato gli Usa e m’è dispiaciuto, però sono una delle squadre più costanti assieme alla sfidante Argentina. Entrambe hanno vinto tutte le partite fin qui disputate, il Belgio stando ai gol subiti ha la difesa migliore, l’Albiceleste dipende molto da Messi. Dovessero annullarlo è finita, dovesse svegliarsi in lui anche solo un decimo dello spirito di Maradona, avremo una replica della squadra che trionfò a Mexico ’86.
Dato statistico: è dal 1978 che non ci sono due squadre sudamericane in semifinale e, a parte Uruguay 1930, non ce ne sono mai state tre. L’europa invece in più occasioni (Italia 1934, Inghilterra ’66, Spagna ’82, Germania ’06) ha fatto cappotto tra le prime quattro cosa mai riuscita al Sud America. Se Brasile e Francia vinceranno il loro quarto di finale se la giocheranno in semifinale e i verdeoro non battono i galletti ai mondiali dal 1958 e dal 1986 sono un po’ la loro bestia nera. Una semifinale Olanda- Argentina non la federi male, ma anche un derby del Benelux ci starebbe. Poi, se la Costa Rica vuol fare come la Turchia nel 2002, ben venga….
Tutto è comunque predisposto perché la finale sia Brasile-Argentina, Neymar contro Messi, Nike contro Adidas. Poi il gioco dirà la sua ultima parola, perché per quanto puoi far si che un mondiale lo vinca chi ha deciso tra sponsor e politica, il calcio rimane sempre un gioco. E in un gioco non mancano mai le sorprese.

Stefano Bonacorsi

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