"Andateci voi a lavorare!!!"

Siamo alle solite. Sessanta milioni di allenatori (meno quelli che erano in campo) tutti a stracciarsi le vesti, come se il disastro non fosse annunciato o quasi. L’exploit di due anni fa in terra ucraina e il terzo posto in Confederation l’anno scorso, lo vado dicendo da un po’, sono stati ottenuti da una squadra al di sopra delle sue possibilità. Mi torna in mente una frase di Marcello Lippi, in una delle ultime partite di qualificazione al funesto mondiale sudafricano, in cui sbottò contro i tifosi inveendo contro il suo intervistatore e dicendo “andateci voi a lavorare!”. Era il preludio e ora che il disastro, per la seconda volta, è compiuto mi vien da dire la stessa cosa: provateci voi a fare una squadra che giochi, con quelle quattro mezze cartucce che abbiamo. Io non me ne intendo di moduli e schemi, il campionato lo seguo troppo poco ma capisco che il gioco è diverso anche solo da quattro anni fa, quando il tiqui- taca dettava legge. Ma non si possono fare le nozze coi fichi secchi, Prandelli non è il miglior allenatore che abbiamo, ma è quello con cui abbiamo ottenuto i migliori risultati negli ultimi quattro anni (fate un confronto col tandem Donadoni- Lippi II e ditemi se ho torto), perché il calcio italiano questo produce. Il calcio è l’industria principale del nostro sport, quello col maggiore indotto e col quale, a caduta, si sostengono gli altri sport. Mi perdonerete se faccio sempre il parallelo calcio- società però guardate a com’è messa l’industria italiana: male e il calcio, in quanto industria, non è da meno, produce qualche talento da esportazione e tanti saluti all’amor patrio. Insistendo su questa linea  la Juventus, trionfatrice degli ultimi tre campionati, è del gruppo Fiat, che si sarà pure fusa con la Chrysler, ma in Italia il mercato automobilistico stenta a riprendersi e comunque i risultati si vedranno tra qualche anno (per ora i benefici del gruppo vengono tutti da fuori dai sacri confini). La nazionale è fatta sul blocco Juve, qualcosa vorrà pur dire no?

Stefano

p.s.: un’ottimo punto di vista lo trovate Qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...