Analizzare il nuovo corso in appennino

Ripubblico oggi, un mio corsivo uscito ieri su Modena Qui così chi se lo è perso può rileggere questa mia riflessione sulle amministrative appena trascorse. Non dimenticate di leggere il giornale di oggi! Buona lettura!

Non concordo con chi dice che in montagna, i comuni passati al centrosinistra l’hanno fatto sull’onda renziana. Nei piccoli paesi, da sempre (Peppone e Don Camillo insegnano) ha contato più la persona dell’ideologia e oggi non è diverso, soprattutto alla luce del fatto che alcuni vincitori in area dem, hanno preso meno voti rispetto al risultato europeo anche in appennino. Il dato semmai è che più che le persone, purtroppo, contano le questioni personali in particolare nei comuni molto piccoli, dove gli scarti tra vincitori e vinti fanno presagire che ci sia qualcosa in più rispetto alla divergenza di vedute. Mi auguro che per questi comuni sia stata l’ultima volta in cui hanno dovuto scegliersi una guida e che tra le varie spending rewiew ci sia anche la fusione obbligatoria per i comuni sotto i 5000 abitanti. Perché se da un lato in molti hanno spinto sul rinnovamento anche generazionale, dall’altro si denuncia la mancanza di persone capaci che vogliano metterci la faccia. Amministrare, soprattutto in piccoli comuni è un atto di volontariato e non certo una prospettiva allettante per un giovane alle prime armi che voglia farsi un’esperienza.

Stefano Bonacorsi

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