Metamofosi di un blog(ger)

Più o meno scrivo da quando ho finito le medie. A scuola ero bravo nei temi, forse avrei dovuto fare il liceo classico anziché ragioneria ma tant’è. Quando avevo 16 anni scrivevo immaginari editoriali di calcio o di altri sport. A 23 anni ho aperto il mio primo blog, era il 18 gennaio 2007 e sulla defunta piattaforma di Splinder apparve il primo Jack Tempesta. Sull’origine del nome recupererò prima o poi un vecchio post, non è questa la sede. Sempre nel 2007 nacque una rivista culturale che ebbe breve vita, “Scripta Manent”, opera di un pugno di presunti intellettuali universitari modenesi tra cui il sottoscritto. Durò circa due anni, poi morì principalmente per incuria e, va detto, se la sono filata in pochi. A giugno 2008 ho iniziato a collaborare con la nuova Gazzetta di Modena come corrispondente dal mio comune e, se riuscivo, anche da zone limitrofe. Il gran difetto di quello che è probabilmente il miglior quotidiano dell’ex ducato, è che ingaggia collaboratori come se piovesse col rischio di creare sovrapposizioni e soprattutto una pseudo-guerra fratricida che, per quattro euro a pezzo e uno a foto… Durante quell’esperienza mi sono laureato e siamo alla primavera del 2011 e ho cominciato a “lavorare seriamente” nel senso di fare qualcosa per vivere e guadagnare soldi. Un’attività artigianale in proprio condivisa coi miei fratelli, una scelta dettata più dallo sfinimento del percorso universitario e dal fatto che le prospettive per i laureati in giurisprudenza non erano proprio rosee. Una scelta a posteriori non tra le migliori che potessi fare ma, va detto, non ho avuto del tutto torto dato che a Modena di avvocati, ce n’è uno ogni 300 abitanti e il lavoro, anche di recente, mi han detto che scarseggia. Il passaggio da un’attività intellettuale a una manuale mi portò gradualmente ad abbandonare la scrittura, in primis quella giornalistica complice anche un’attività parallela che avevo affiancato al mio lavoro ufficiale e che, sul momento pareva più redditizia per arrotondare, che non scorrazzare su e giù per i monti a quattro euro il pezzo. Nel novembre del 2011 apprendo che Splinder chiuderà di li a poco e all’occorrenza devo trasferire le mie attività di blogger. Dal 2010 le pagine erano diventate due, perché avevo scelto di creare un altro blog dove mettere i pezzi che non mi pubblicavano sulla Gazzetta. Li riaprii entrambi su questa piattaforma e decisi di cambiare i connotati a Jack Tempesta, facendolo diventare “Le Pagine della Tempesta” sulla scia della pagina Facebook che avevo creato a mo’ di marchio editoriale e dove condividevo i contenuti. L’altra invece l’avevo battezzata “L’isola della tempesta- approdo per scritti senza pagine” su Splinder e tale rimase. Il punto però è che lentamente l’attività di blogger scemava, “L’isola” stava lentamente diventando inutile perché non scrivendo praticamente più per il giornale era il mio spazio per l’attualità, ma non l’aggiornavo mai. “Le pagine” invece era uno spazio più personale ma anche lì, complice il fatto di aver trovato di meglio da fare, non aggiornavo quasi più. Le trovate ancora entrambe e potete leggere i contenuti perché sono ancora in attesa di trasferire quei vecchi scritti qui dentro a mo’ di archivio.
E veniamo ai giorni nostri. L’anno scorso in dicembre decido di tornare al blog unico ma decido di farlo in maniera diversa, ripartendo da zero. Il pretesto mi viene offerto inconsapevolmente (e anch’io ne ero inconsapevole) dal fatto che a giugno iniziai una nuova collaborazione con una testata locale, Modena Qui riprendendo quindi l’attività giornalistica. Nel buttarmi in questa nuova avventura, inizialmente mi curo solo di guardare quando i miei pezzi vengono pubblicati, andando a sbirciare sul sito, poi, anche per invogliare le persone a leggere gli articoli, condivido i link sul mio profilo Facebook. Siccome però la voglia di aggiungere parole, di voler dire la mia non solo come fatti riportati su carta, ma anche come opinioni, decido che sì, ci vuole un nuovo blog ed eccoci qui.
Chi ha seguito le mie scorribande letterarie avrà visto mutare molto il formato delle cose che propongo. Causa tempo mancante, su queste pagine, il grosso dei contenuti altro non sono che i link degli articoli che mi vengono pubblicati (e più raramente i link dei telegiornali dove è riportato un mio servizio); più raramente ho scritto qualcosa per soddisfazione personale come questo post che state leggendo, o link riportati da altri blog.
Questo per mettere in chiaro ai lettori il percorso fatto fino a qui, un po’ per quelli che mi seguono da quando ho iniziato, un po’ per quelli che lo hanno iniziato a fare da poco. Col tempo, ci sarà più alternanza tra il riportare le mie corrispondenze col giornale e altri scritti. Abbiate pazienza e… buona lettura!

Stefano

p.s.: qualche post fa avevo mostrato come sceglievo di segnalare link di vari siti e i miei dati personali. Bene, imparando ad usare meglio ciò che Blogger mette a disposizione, qui a fianco trovate una colonnina dove sono riportati i siti che più mi interessa leggere, i post più letti, la cronologia ecc. L’ho fatta solo più semplice, ma non vi avevo avvisato del cambiamento.

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