Senso della vita e naso per gli affari

A dieci anni di distanza da “Un Senso” Vasco Rossi se ne ritorna in scena con una nuova canzone sul senso della vita

A mettere nero su bianco che il Signor Rossi non ha le idee chiare circa la fede e la filosofia e, soprattutto, per ricordarlo a chi si identifica nelle sue canzoni, il buon Blasco ha licenziato il singolo “Dannate Nuvole”.

 La canzone è di sicuro impatto, fatta ovviamente per non deludere anzi, come da copione è un successo immediato, fatto di suoni tendenzialmente ruffiani, ammiccanti al metal, una produzione che guarda alla cupezza, tanto per far capire che Vasco c’è, è uno di noi, noi siamo insicuri per via di questi tempi bui e lui è lì a confermarci che si sente come noi. Insomma, la canzone che ci si aspetta, la certezza di potersi appigliare a qualcosa. Tanto tuonò che piovve, per restare in tema di perturbazioni. Dieci anni sono bastati a scordarsi “Un senso” e per trovare una nuova canzone che tornasse, in maniera popolare (altro che festival della filosofia), a farci chiedere chi siamo, da dove veniamo, chi ci ha mandati… In una parola: NOIA. Più o meno è da “Portatemi Dio” del 1982 che Vasco Rossi rende noto al pubblico che non capisce la vita e siccome ha capito che il suo pubblico è come lui, confida nella loro corta memoria e ogni tot anni, scrive una canzone buona per i filosofi da bar.

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La differenza ovviamente sta nel modo di porla, negli anni ottanta il rock la faceva da padrone, nel 2004 (per limitarci agli esempi citati) aggiungere gli archi rende la cosa più struggente, nel 2014 si torna al rock, con chitarre selvagge su un ritmo da ballata. L’importante è non sbagliare, perché c’è un disco che esce, un documentario, un tour, soldini a palate da fare. Stiamo parlando della principale industria rock d’Italia in fondo, e se non ci fosse lui, anche la scena indie dovrebbe inventarsi qualcos’altro. 
La cosa pazzesca, se vogliamo, sono i richiami: “Dannate nuvole” ha un riff di chitarra nel ritornello che mi ricorda, neanche troppo vagamente una canzone di Luciano Ligabue, che è “Ho messo via”.
Provate a cantare la frase “Chissà perché” di Vasco, sull’intro iniziale di “Ho messo via”. Il giochino è divertente vero? Poi dicono che non hanno niente a che spartire l’uno con l’altro…
A proposito del Liga, anche lui, col suo album “Mondovisione” sta spopolando e, puntualmente, avendo passato da un po’ i cinquanta si è fatto più riflessivo, guarda caso, ragionando pure lui sul senso della vita e anche sui ricordi e su quanto è dura affrontare gli ostacoli.

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Eeeeh, quanto è dura la vita dei rocker di provincia… ohibò, sicuramente hanno avuto il loro bel da fare ed è giusto che lo raccontino, le canzoni sono fatte apposta per consolare le persone, per emozionarle e per farle sognare. Ogni tanto però, un po’ di originalità in più non guasterebbe. E’ arcinoto che il Liga ha sempre riciclato i suoi tre accordi (come del resto hanno fatto i suoi riferimenti: Springsteen e gli U2 su tutti), però ad ascoltare “Per Sempre”la prima cosa che mi è tornata in mente è stata “L’amore conta”

https://youtube.googleapis.com/v/znfA5IW83_w&source=uds

Provate a invertire testo e musica di entrambe le canzoni e poi fate il gioco della settimana enigmistica: trova le differenze. E qui di anni ne sono passati otto, visto che l’album è dell’anno scorso.
Cosa voglio dire con tutto questa pappardella? Che più che di senso della vita, o di durezza dei ricordi, qui si parla di naso per gli affari, di quelli milionari. Nell’Italia piegata dalla crisi e guidata dal rampante Renzi, la premiata ditta Vasco&Liga affonda i suoni e le parole nelle poche certezze rimaste e facendo leva sulle ansie delle persone, sfornando così un prodotto sempre nuovo e di sicuro successo, anche se è sempre lo stesso. Le persone ascoltano quello in cui si ritrovano, ed evidentemente, Vasco Rossi e Luciano Ligabue, a tutt’oggi sopravvivono allo tsunami della rottamazione, perché non danno retta ai critici musicali più oltranzisti che da anni desiderano una svolta stilistica o un prodotto che per lo meno colpisca. Vasco&Liga, per quanto la scelta può sembrare paracula, danno retta ai sentimenti della gente, badano, per ciò che gli compete, a non deluderla. Anche se io sono uno di quelli che vorrebbe sentire un disco acustico e intimista da Vasco Rossi, e di canzoni scritte con altri o addirittura da altri, da Ligabue; questa scelta più affaristica che non artistica glie la perdono. In fondo la gente, ha bisogno di loro, per quello che possono dare.
Jack

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