fine estate

l’estate non è mai stata la mia stagione. meglio l’autunno, con l’aria fresca, l’aspetto decadente, la morte dentro e la mia rinascita fuori. dalla pioggia ho sempre preso il meglio, i colori autunnali sono i miei, mio il buio al mattino, l’aria frizzante, quei tramonti malinconici.
però capita che certe estati siano per forza grandiose. perché vissute, spolpate fino all’osso, anche se il caldo torrido ti lascia in crisi da astinenza da pioggia manco fossi un tossicodipendente. e le estati quando finiscono sono sempre un dramma. anche se cominci a capire cos’è avere l’alba dentro ogni mattina, anche se sei innamorato e fai progetti. la fine dell’estate sa sempre di amaro, settembre che incombe, un tempo c’era la scuola, oggi si lavora (forse) e l’angoscia risulta più grande… perché? e questa vita che continuo a non capire, anche se più di un risveglio bussa alla mia porta e sto tendendo l’orecchio per capire qual’è il prossimo sentiero da imbroccare.
lasciamo intanto che questa malinconia scorra, passerà com’è passata altre volte, questa volta sarà un po’ più facile…

Jack

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