preambolo

e così Splinder ha chiuso, senza aspettare che Jack compisse il suo primo lustro. da ieri non trovate più il vecchio “The Jack Tempesta’s Chronicles”, mentre l’isola della tempesta dovreste ormai sapere dove trovarla, con tutti i vecchi post (con data accanto) e qualcosina di nuovo. che ne è stato del vecchio Chronicles? è stato salvato, pagina per pagina ed è sul mio disco fisso ad aspettare di prendere una nuova forma. nel frattempo posso darvi un titolo e un preambolo. il titolo è “The Jack Tempesta’s Chronicles- autobiografia di un blog(ger)” e il preambolo è il seguente:

“Chi è Jack Tempesta?
Mi presento: mi chiamo Stefano Bonacorsi e di mestiere non faccio lo scrittore. Questo non è il mio primo libro, bensì il secondo, anche se ho iniziato a scriverlo molto tempo prima del precedente.
Questo che state leggendo è il preambolo necessario di una raccolta di scritti, più precisamente la raccolta dei post del mio blog sulla piattaforma di Splinder, intitolato “The Jack Tempesta’s Chronicles”. Si tratta di un blog che ho aperto a gennaio del 2007 e fino a novembre 2011 ha totalizzato più di diecimila visite. Non molte in realtà, ma per un piccolo blog di un modesto blogger di provincia, sono comunque tante. Il motivo per cui riporto tra queste pagine gli scritti in questione sta nella chiusura della piattaforma e di conseguenza del blog.
A essere onesti, avrei potuto proseguire l’intera avventura su di un’altra piattaforma, ma la pigrizia tecnologica e soprattutto la lentezza di certi procedimenti, mi hanno fatto desistere, o megli o mi hanno fatto dirottare su un progetto di raccolta. Lo scopo è quello di conservare quanto il mio Blog ha avuto da dire in questi anni (e quindi quanto ha avuto da dire il suo autore) e di renderlo accessibile anche a chi non lo ha potuto visitare in tempo.
In queste pagine troverete dunque una sorta di greatest hits dei miei scritti per il web. Non tutti, ve lo anticipo. Alcuni riletti sono imbarazzanti, altri tremendamente ingenui, altri ancora datati. Alcune cose poi sarebbe stato meglio non scriverle, ma tant’è, il danno è fatto e quelle scorreranno alla deriva delle reti telematiche, in attesa che qualcuno le peschi (e le posti). Principalmente ci sarà spazio per la poesia, le riflessioni intimiste, la politica trattata in maniera semiseria, un po’ di sport e poco altro. Il tutto selezionato da me a mio insindacabile giudizio.
Prima di continuare però occorre spiegare perché Jack Tempesta.
Innanzi tutto Jack, è il classico nome da eroe, per lo meno uno dei più in voga di sempre, e poi suona abbastanza bene. Tempesta è legato al desiderio di scuotere, di far riflettere. Insomma le due cose coniugano una, il sogno di bambino di essere un eroe; l’altra il sogno tardoadolescenziale di essere un sovversivo, un rivoluzionario e un intellettuale. Non sono riuscito in nessuna delle quattro cose appena elencate, ma mi sono divertito.
Jack Tempesta è nato come rapper, un rapper che conosco solo io (e nei post che leggerete, questa spiegazione ci sarà) poi è diventato il nickname del mio primo indirizzo e-mail. Due cose mi hanno chiesto a riguardo: se c’entrava il Jack Frusciante di Enrico Brizzi o il Jack Sparrow di “Pirati dei Caraibi”. Nessuno dei due, Jack è frutto della mia fantasia malata. Per un po’ di tempo con questo pseudonimo ho scritto sul giornalino universitario “Pollution” (in onore di Franco Battiato) “organo di stampa” dei Collettivi di Sinistra in Movimento di cui facevo parte (so che state pensando male, e avete ragione). Nel gennaio del 2007 ho deciso di intitolare un blog con questo nome, e di firmare i post così. A dire il vero il blog è partito in sordina perché fino ad agosto di quello stesso anno, non feci praticamente nulla. Poi dopo poco alla volta… fino ad arrivare qua!
Di acqua sotto i ponti ne è passata e tante cose sono cambiate. In ordine più o meno cronologico qui è (quasi) tutto riportato. Mi auguro possa essere di vostro gradimento e che, come quando ho iniziato questa avventura, cogliate il piacere che io ho di condividere le mie parole con voi.
Detto questo vi lascio con l’incipit del mio blog, una piccola poesia che credo riassuma tutto il mio essere. Buona lettura.

È che a me piace stare qui
a guardare ogni nota dentro a un prisma
prendere forma e vederne i colori,
e chi non l’ha capito ha guardato solo la superficie,
credendomi perso tra i tasti di un pianoforte.
E forse ho sottovalutato la tua percezione di meraviglia,
e forse sono troppi gli occhi che mi incantano
ma questa notte, nessuno mi toglierà il sorriso,
tanta è la gioia, del racconto di due labbra
che danzano sulle note di un tango. “

se avete letto fino a qui, non avrò bisogno di spiegarvi altro. restate in attesa, in queste cose ci metto un pò di tempo, ma presto potrete riavere (quasi) tutto il vecchio blog tra le vostre mani. si tratta solo di aspettare.

Jack

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